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Abbadia San Salvatore

Corriere ucciso: oggi la sentenza

Nicolas Del Rio fu ritrovato senza vita nel giugno 2024 dopo essere stato sequestrato sull’Amiata

Mariella Baccheschi

30 Marzo 2026, 06:00

Corriere ucciso: oggi la sentenza

Oggi nuova udienza del processo per l’omicidio di Nicolas Matias Del Rio. Forse l’ultima, visto che potrebbe arrivare anche la sentenza sulla vicenda del corriere quarantenne residente nel comune di Abbadia San Salvatore, sequestrato e ucciso barbaramente. Il furgone fu subito incendiato e di lui non si seppe più nulla fino al ritrovamento del cadavere in località Arcidosso, il 25 giugno, dopo circa un mese.

La parola in prima battuta però sarà della procura, dopo che mercoledì scorso è stata la volta delle difese dei tre imputati, sui quali gravano pesanti accuse.

Sui tre uomini - Klodjan Gjoni albanese, Orgur Bozkurt turco e Emre Kaja turco - pendono infatti le imputazioni di sequestro, distruzione del furgone, omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

Mercoledì mattina sono state ascoltate le difese, che hanno addirittura chiesto l’assoluzione dei tre dal reato di omicidio, visto che si accusano a vicenda e scaricano la responsabilità l’uno sull’altro.

Resta escluso Emre Kaja, il quale è stato scagionato del reato di omicidio dagli altri due. Uno scarica barile che, secondo la difesa, non permette di riconoscere il vero colpevole.

I difensori di Bozkurt, gli avvocati Claudio Cardoso e Massimiliano Arcioni, scagionano completamente il loro assistito, mentre scaricano ogni responsabilità su Gjoni. Respingono l’idea che l’omicidio fosse premeditato e sospettano la presenza sulla scena di qualche altro complice, che al momento resta nell’ombra. Chiedono per Bozkurt la scarcerazione e i domiciliari.

Anche l’avvocato Maria Giovanna Nannetti, che difende Gjoni, non presente in aula, “non c’è stata premeditazione, ma si è trattato di un gesto imprevisto e imprevedibile”. E chiede l’assoluzione per omicidio e pene più leggere per gli altri reati.

L’avvocato Romano Lombardi, infine, chiede l’assoluzione per Kaja, non responsabile dell’omicidio, né dell’incendio del furgone.

Per i pubblici ministeri, Valeria Lazzarini e Giovanni di Marco, invece, - dopo una requisitoria di molte ore - le responsabilità sono certe, tanto che hanno chiesto due ergastoli con isolamento diurno nei primi mesi per Gjoni e Bozkurt e venti anni e sei mesi per Kaja.

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