Siena
Romagnoli insieme ad alcuni rider a Siena
La questione dei lavoratori del food delivery e dei connessi rischi per pedoni e mezzi è da tempo attenzionata dalle organizzazioni sindacali. Lo scorso 14 marzo anche a Siena, promossa dalla Cgil, si è tenuta la mobilitazione nazionale per i fattorini di Glovo e Deliveroo, in cui si è chiesto a gran voce di combattere la precarietà e garantire salario dignitoso, stabilità e diritti, nell’alveo di un diffuso sfruttamento, come emerso da alcune inchieste giudiziarie, come quella della Procura di Milano. A fare il punto per Siena è Duccio Romagnoli segretario generale della Nidil Cgil di Siena.
- Quanti sono in città i rider operativi?
"Circa una cinquantina, li seguiamo tutti, mediamente ogni sera a Siena ne circolano circa trenta. Nel resto della provincia ce ne sono solo altri due a Poggibonsi. Sono tutti provenienti da Pakistan, Afghanistan e Bangladesh".
- Nei giorni scorsi è avvenuto un fatto di cronaca che ha fatto rumore, cosa ne pensa?
"La persona coinvolta nell’incidente non era in servizio, non portava con sé lo zaino. Ma a parte questo aspetto, su cui faremo approfondimenti, sulla questione diritti e sicurezza stradale, che riguarda collettivamente sia i cittadini che i fattorini, siamo da tempo sul pezzo come sindacato, e abbiamo già avuto un confronto col Comune, siamo a disposizione. La problematica di fondo, che si lega al tema della circolazione, però è un’altra".
- Quale?
"Quella della velocità e dello stress legato ai tempi di consegna. I ritmi di questi lavoratori sono serrati e regolati dall’algoritmo, è fondamentale per loro la rapidità se vogliono lavorare. Chiaramente più aumenta la velocità, più aumentano i pericoli".
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