Il caso
Barboncini toy, occhio alla truffa
Annunci di cuccioli di razza, spesso barboncini toy, proposti a prezzi irrisori o addirittura regalati. Foto tenere, storie convincenti, interlocutori disponibili. È così che prende forma una delle truffe online più ricorrenti degli ultimi anni, che continua a riemergere ciclicamente e a colpire nuovi utenti. A ricostruire il fenomeno è una nuova analisi di Truffa.net, portale specializzato in informazione e prevenzione delle truffe online e offline. Il raggiro segue uno schema consolidato: i truffatori pubblicano annunci su social network, marketplace o siti dedicati, attirando l’attenzione di potenziali acquirenti o adottanti.
Il primo contatto è rapido e rassicurante. Dopo uno scambio iniziale, viene richiesto un pagamento anticipato – generalmente compreso tra le 100 e i 300 euro – con la motivazione di coprire spese di trasporto, vaccinazioni o pratiche burocratiche necessarie per la consegna del cucciolo. Una volta effettuato il primo versamento, la truffa spesso prosegue: alla vittima vengono richiesti ulteriori pagamenti, giustificati da imprevisti o costi aggiuntivi. I pagamenti vengono solitamente richiesti tramite bonifici, ricariche su carte prepagate o altri strumenti difficilmente recuperabili.

In alcuni casi più specifici, la richiesta diventa ancora più strutturata: viene chiesto un importo preciso, pari a 260 euro, da inviare non tramite canali bancari tradizionali ma sotto forma di buoni regalo della piattaforma Steam, utilizzata per acquistare e giocare videogiochi su PC. Una modalità che rende il denaro difficilmente recuperabile e più difficile da tracciare. In realtà, il cucciolo offerto in adozione non esiste, spesso le foto sono reperite in rete o generate con strumenti di intelligenza artificiale sempre più credibili. Dopo aver ottenuto il denaro, il venditore scompare oppure continua a prolungare la richiesta di fondi fino a quando la vittima interrompe i pagamenti.
Il fenomeno si distingue per la sua capacità di sfruttare la componente emotiva: le immagini degli animali e le storie costruite ad hoc abbassano la soglia di attenzione, rendendo più difficile riconoscere i segnali di rischio. A rendere la truffa particolarmente insidiosa è anche la sua natura ciclica: schemi già noti tornano a diffondersi periodicamente, adattandosi ai canali digitali più utilizzati. Social network e piattaforme di annunci restano i principali veicoli, consentendo ai truffatori di raggiungere rapidamente un pubblico ampio. Secondo Nino Lucchesi, esperto di Truffa.net, riconoscere alcuni elementi ricorrenti è fondamentale per difendersi: prezzi troppo bassi o offerte "in regalo", richieste di pagamento anticipato, impossibilità di vedere l’animale di persona e urgenza nel concludere la trattativa.

"Si tratta dell’ultima evoluzione della cosiddetta puppy scam, categoria di truffe che punta però sugli stessi elementi: un forte fattore emozionale, per la tenerezza che ispirano questi cuccioli, sulla voglia di salvarli e anche sul risparmio rispetto alle adozioni regolari. Peccato che, nel caso in questione e in altri simili, questi cuccioli non esistono nemmeno nella realtà."
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy