Il caso
Scene di degrado ai bagni di Petriolo
Continua la lenta decadenza di Petriolo. Il centro termale dei Bagni di Petriolo è da tempo teatro di bivacchi, accampamenti posticci, gang e altro. Sono situati tra la provincia di Siena e quella di Grosseto e anche per questo la gestione non risulta facile. “Stiamo pensando di far rinascere il nostro comitato Amici dei bagni di Petriolo, - commenta Vittorio Cambria di Monticiano - che vent'anni fa portava avanti campagne di rivalorizzazione di questo centro termale oggi proprietà di Unipol. All'epoca lavorammo con Italia Nostra per dialogare con la provincia sul termalismo, Petriolo e Galleraie, Questo venne fatto fuori, Petriolo resiste, ma la gestione già allora per noi era scadente”.
“Da tempo purtroppo a Petriolo si trova di tutto, nelle terme libere. Gli stabilimenti furono restaurati e sperammo in un miglioramento che non è avvenuto - continua Cambria-. Ora sono stati dati in gestione. Accampamenti sulle rive del fiume, che peraltro fa parte di un parco naturale, dove si scambiano sostanze, si bruciano tavoli e panchine, sovraffollamento incredibile di camper che per Pasqua erano più di 100, auto ovunque, mancanza di cartellonistica, incuria. Anche i vigili hanno paura ad avventurarvisi per le frequentazioni poco raccomandabili. Solo la zona della Locanda sembra meno abbandonata ma la piscina è in cattive condizioni”.
“Su questi problemi ci stiamo riorganizzando e stiamo per chiedere incontri ai due prefetti di Siena e Grosseto, per parlare dei tanti problemi, della mancanza di servizi per le terme libere, del progetto di parcheggio per 70 auto che ci sembra davvero enorme per il luogo e la sua vocazione. Speriamo in un dialogo che porti a degli interventi veri sulla zona degli storici bagni, a cui tanti come noi, sono molto affezionati”.
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