La vertenza
Daniela Miniero (Fiom Cgil) e Giuseppe Cesarano (Fim Cisl)
“Per noi non possono esistere esuberi strutturali. È giusto mettere in campo strumenti di ammortizzatori sociali come il contratto di solidarietà per accompagnare questa fase di riorganizzazione che, ribadiamo con forza, non deve prevedere neanche un posto di lavoro perso”.
Daniela Miniero, segretaria generale della Fiom Cgil di Siena, commenta così le novità emerse nella vicenda Engineering (a Siena sono impiegate circa 120 persone) e il sì arrivato ieri all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori al piano presentato dall’azienda a livello nazionale. Il percorso prevede reinternalizzazione di attività, piani di formazione, misure di accompagnamento alla pensione, contratto di solidarietà, monitoraggio del piano industriale. In questo modo i tagli, che erano stati paventati in precedenza, non verranno effettuati. Così Miniero: “Abbiamo condiviso l’opportunità di prendere un anno di tempo attraverso il contratto di solidarietà. I lavoratori ci hanno dato fiducia, il 21 aprile ci siederemo di nuovo con l’azienda per scrivere i testi che saranno posti al voto assembleare”.
Commenta il segretario generale della Fim Cisl di Siena, Giuseppe Cesarano: “Il mio giudizio sull’assemblea dei lavoratori è positivo - dichiara, - pur in un accordo quadro difensivo. Ciò impegnerà le organizzazioni sindacali al monitoraggio dell’accordo, per fare in modo che entro aprile 2027 questa azienda possa trovare l’assetto ideale per garantire lavoro di qualità e prospettive future al sito di Siena. Questo accordo scongiura licenziamenti unilaterali e impegna l’azienda a mettere in campo percorsi formativi in una fase molto complessa per il mercato informatico”. Il tema Engineering è stato discusso anche in Consiglio comunale: “Avevo detto - le parole del sindaco Nicoletta Fabio - che era necessario lavorare sulla riduzione della platea degli eventuali esuberi attraverso strumenti quali internalizzazioni e accompagnamenti alla pensione, per l’attivazione di percorsi di formazione e riqualificazione e per favorire il ricorso agli ammortizzatori sociali solo come misura residuale. Mi pare che l’accordo risponda in buona parte a quell’auspicio”.
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