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Scienze della vita

Biotecnopolo di Siena: 120 ricercatori entro il 2027

Il ministro Schillaci definisce l’ente senese “un esempio concreto della capacità di integrare ricerca, sviluppo e applicazione clinica”

Gennaro Groppa

15 Aprile 2026, 05:32

professor Alberto Mantovani

Il professor Alberto Mantovani

Il ministro della Salute Orazio Schillaci torna a parlare della rilevanza del Biotecnopolo. Ente che si sta strutturando, per il quale collaborano già 40 ricercatori, e questo numero salirà a 120 entro il 2027, a dimostrazione della crescita della struttura. Il direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo, Rino Rappuoli, è da poco tornato a Siena dopo la firma del rinnovo di collaborazione tra Italia e Stati Uniti d’America sulle biotecnologie. Un accordo citato e ricordato ieri, in un percorso che vedrà il Biotecnopolo come parte attiva e già al lavoro su linee guida e progetti strategici.

Ieri a Siena è arrivato il professor Alberto Mantovani, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità, mentre il ministro Schillaci ha inviato un videomessaggio all’evento. Nel quale ha ribadito la centralità del Biotecnopolo nel sistema italiano di ricerche sulle biotecnologie. Nell’auditorium della Fondazione si è tenuto il confronto “Biotecnologie, opportunità e sfide per il Made in Italy”, inserito nel programma delle iniziative coordinate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al centro del dibattito il ruolo crescente delle scienze della vita come componente strutturale del sistema Paese.

Ricerca e applicazione clinica

Il ministro Schillaci ha definito il Biotecnopoloun esempio concreto della capacità di integrare ricerca, sviluppo tecnologico e applicazione clinica”, con un contributo rilevante anche nel campo della resistenza antimicrobica. “È un ente - ha aggiunto - che rilancia il made in Italy nella ricerca”. “L’Italia - ha detto - può contare su competenze e infrastrutture di alto livello, alimentate dal lavoro quotidiano di ricercatrici e ricercatori”, richiamando la necessità di continuare a investire su ricerca e capitale umano. “La salute è una componente strategica per la sicurezza e la stabilità di una Nazione. Per questo il Ministero della Salute continua a sostenere una visione di lungo periodo orientata al rafforzamento delle infrastrutture scientifiche, allo sviluppo della ricerca, al trasferimento dei risultati nella pratica clinica e alla valorizzazione del capitale umano”. Continua Schillaci: “Un passaggio centrale riguarda proprio le nuove generazioni. Investire nella formazione e creare condizioni attrattive per chi fa ricerca significa costruire le basi per una crescita stabile e per una presenza ancora più autorevole dell’Italia nel panorama europeo e globale”.

Una cintura di sicurezza per il Paese

Complimenti al lavoro avviato a Siena sono arrivati anche dal professor Alberto Mantovani: “Penso che il Biotecnopolo - ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità - rappresenti una vera e propria cintura di sicurezza per l’Italia. La sostenibilità del nostro sistema sanitario dipende da molti fattori: dall’appropriatezza, dalla qualità, dall’efficienza, ma anche dalla ricerca. Se noi siamo e saremo soltanto utilizzatori della ricerca altrui, il nostro sistema sanitario non reggerà. Ecco perché il Biotecnopolo è un luogo strategico. Luogo nel senso di luogo di cervelli, un presidio fondamentale per il futuro del Paese”.

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