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Siena

E' morto Alexander Manninger: la Robur e la città in lutto

Tragica morte dell'ex portiere bianconero vittima di un incidente ferroviario vicino a Salisburgo

Redazione Web

16 Aprile 2026, 15:31

alex manninger

Tragica notizia per il calcio senese, oltre che per quello internazionale: l’ex portiere bianconero, l'austriaco Alexander Manninger è morto a 48 anni in un incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Salisburgo. L’impatto, verificatosi intorno alle 8.20 di oggi (16 aprile 2026) a un passaggio a livello non custodito vicino alla fermata di Pabing, non gli ha lasciato scampo. Inutili i soccorsi, intervenuti rapidamente: per l’ex estremo difensore non c’è stato nulla da fare. Restano ancora da chiarire le cause della collisione, ora al vaglio degli inquirenti. Manninger è stato protagonista di una carriera di alto livello, con esperienze in club prestigiosi come Arsenal, Torino, Juventus e Liverpool. Ma il suo nome è legato in modo particolare anche al Siena, dove ha lasciato un ricordo profondo.

Con la maglia bianconera della Robur ha disputato tre stagioni intense, collezionando 83 presenze in serie A e diventando un punto di riferimento per squadra e tifosi. Quella del Rastrello, per lui, non è stata soltanto una tappa professionale. "Che città, che pace. Siena è casa mia”, aveva raccontato in un’intervista ai Fedelissimi, ricordando con affetto l’accoglienza ricevuta e il legame costruito con l’ambiente. Proprio all'ombra della torre del Mangia aveva trovato equilibrio e serenità, anche grazie all’amicizia con Enrico Chiesa, che lo aiutò nei primi mesi di ambientamento. Un periodo che contribuì a definire non solo il portiere affidabile visto in campo, ma anche la persona apprezzata fuori.

Dopo il ritiro, Manninger aveva scelto una vita lontana dai riflettori, dedicandosi al lavoro manuale come falegname nella sua Austria. Una scelta coerente con il suo carattere riservato, legato ai valori del sacrificio e della semplicità. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo del calcio, ma anche nel cuore di Siena, città che lo aveva adottato e che lui aveva continuato a portare con sé, come uno dei capitoli più autentici della sua vita.

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