L'intervento
Lojudice durante l'evento “Leone XIV visto da vicino”
“La pace non può che essere al centro della riflessione. Il Papa non è un politico, la Chiesa non deve far politica nel senso deteriore della parola. Il Papa deve essere così, sarebbe assurdo se non lo facesse”. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice torna a commentare la querelle nata tra il presidente Usa Trump e Papa Leone XIV, sostenendo senza giri di parole l’operato del Santo Padre che ha invocato a gran voce la pace e la fine dei conflitti in atto, ricevendo il clamoroso attacco da parte della Casa Bianca.
Lojudice, nel corso dell’iniziativa di ieri pomeriggio al palazzo arcivescovile dal titolo “Leone XIV visto da vicino”, ha definito Prevost “un uomo che ha convinto subito praticamente tutto il concistoro, tutti i cardinali del mondo, quasi all'unanimità, sul fatto che potesse essere la persona migliore, perché porta dentro di sé, e consegna, una storia particolare”. Un uomo di Chiesa, per l'Arcivescovo di Siena, Montepulciano, Colle, Montalcino e Pienza, capace di rappresentare allo stesso tempo “una chiara, netta, continuità con il pontificato di Francesco”. Nessuna “interferenza” da parte degli Usa per favorire la sua elezione, come insinuato da Trump: “Non è piovuto dal cielo, non è venuto da un altro pianeta” assicura Lojudice.
Che prosegue così: “Aveva tutte le caratteristiche per mettere a fuoco quegli elementi che Francesco, il cui papato è stato dirompente, ha scardinato. C’era bisogno del riordino di alcune cose e mi pare che Papa Leone lo stia facendo”. Il tema ineludibile della pace, che va oltre ogni cosa: “Non può che essere al centro della riflessione, non solo di un pontefice, ma della Chiesa intera, perché è naturale – sottolinea Lojudice - la pace è il primo dono di Gesù Cristo ai credenti, se non c'è una pace personale interiore, non ci può essere una relazione seria, serena, di un mondo che certamente va pacificato”.
Conclude il cardinale: “Il Papa non è un politico, la Chiesa non deve far politica nel senso deteriore della parola, la Chiesa deve essere con la gente vicina, la gente vicina al popolo di Dio, aiutarlo, accompagnarlo, anche certamente a superare laddove e come è possibile le ingiustizie che vengono perpetuate all'interno dei popoli”.
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