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L'inchiesta

Rete neonazista e antisemita in chat, indagato 18enne senese: sequestrati telefoni e tablet

Nell'indagine partita da Milano e condotta dalla Polizia a livello nazionale figura un neomaggiorenne del territorio: l'ipotesi è di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa

Claudio Coli

23 Aprile 2026, 05:32

"Terza Posizione": 15 perquisizioni e arrestato il promotore

"Terza Posizione": 15 perquisizioni e arrestato il promotore

Anche un neo maggiorenne della provincia di Siena è finito nella rete online di neonazisti e antisemiti sgominata dall’azione della Polizia, coordinata da Procura di Milano e Procura dei Minorenni, che ha scoperto una chat di gruppo, chiamata “Terza posizione”, che avrebbe diffuso propaganda razzista e religiosa, contenuti di minimizzazione della Shoah e messaggi di apologia del genocidio del popolo ebraico

L'operazione ha portato a 15 perquisizioni e sequestri di telefoni, pc, armi bianche e materiali per la fabbricazione di esplosivi in tutta Italia (Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Salerno, Torino e Viterbo) nove delle quali nei confronti di minorenni: tra i perquisiti, nella mattinata di ieri, come detto, anche un giovane della provincia di Siena, 18enne, italiano e residente in un comune della cintura senese, che risulta indagato allo stato attuale con l’ipotesi di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Al giovanissimo, nel corso della perquisizione, sono stati sequestrati alcuni dispositivi elettronici, tra cui cellulari e tablet.

In manette è finito un 19enne considerato il promotore e amministratore della chat, il cui nome richiama l'omonima formazione eversiva degli anni Settanta, e dove confluivano un centinaio di utenti. In quello spazio virtuale, come ricostruito dagli inquirenti, circolavano materiali neofascisti, neonazisti e apertamente antisemiti, con esaltazione di autori di stragi suprematiste come Brenton Tarrant, responsabile dell'attacco di Christchurch del 2019, e riferimenti a Stephan Balliet, autore dell'attentato del 2019 ad Halle, in Germania. Tra i contenuti emersi anche la cosiddetta "white jihad", una miscela ideologica tra simboli e propaganda dell'estrema destra radicale e richiami al terrorismo jihadista, accomunati dall'antisemitismo.

Il 19enne amministratore della chat arrestato, sempre secondo gli investigatori, avrebbe inoltre creato un canale parallelo chiamato "Centro Studi Terza Posizione" e redatto, con altri indagati, un documento in cinque punti dal titolo "Manifesto della Terza Posizione", con contenuti antisemiti e propositi eversivi. Secondo l'accusa, la propaganda online puntava anche a spingere il gruppo ad agire nel "mondo reale", organizzando sul territorio "Squadroni d'Azione Rivoluzionaria" e invocando aggressioni, mai però concretamente realizzate.

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