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25 aprile

I racconti della Resistenza: Jasmine Trinca dà voce alla lettura collettiva: "Memoria ci accompagna sempre"

L’attrice tra i narratori del libro "L’Agnese va a morire"

Caterina Iannaci

23 Aprile 2026, 18:27

Montanari e Jasmine Trinca

Il rettore Unistrasi Montanari con Jasmine Trinca

La memoria della Resistenza si fa voce collettiva all’Università per Stranieri di Siena. Nell’Aula Magna Virginia Woolf, studenti, docenti e ospiti hanno dato vita a una lettura condivisa del romanzo “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, nel cinquantesimo anniversario della morte. L’evento, un “laboratorio di comunità” a più voci, ha coinvolto un gruppo eterogeneo: dal rettore Tomaso Montanari alla presidente dell’Anpi provinciale Silvia Folchi, fino all’attrice Jasmine Trinca.

Un libro pubblicato nel 1949, spesso letto a scuola, usato come documento della Resistenza e ricordato tra i capolavori di quella stagione, tuttavia forse non ancora considerato abbastanza importante proprio come romanzo, vale a dire come scrittura intensa e originale di uno dei capitoli più importanti della storia d'Italia e dell'antifascismo. Per questa iniziativa è stata scelta l'opera di un'autrice anche per onorare la ricorrenza della prima volta in cui le donne italiane poterono essere cittadine, ovvero votare, nel 1946, ottant'anni fa.

L'Agnese va a morire non parla di una sola, ma di tutte, perché restituisce alla guerra il volto di tante donne anonime che anche oggi vivono le conseguenze di guerre non scelte da loro. Nel libro di Viganò si parla di corpi feriti, di boschi, di paludi, di neve, di scarpe rotte, di ragazze e ragazzi che hanno combattuto per liberare la patria; di contadine, di lavandaie, di moltitudini senza nome. La loro scelta di non rimanere indifferenti rappresenta una memoria cara e più che mai viva. Una storia che sarà letta tenendo accanto voci e sguardi di generazioni diverse, raccolte nell'aula magna dedicata a Virginia Woolf, autrice, tra l'altro, di un libro contro la guerra: Tre ghinee.

La memoria non è solo ricordo, ma qualcosa che ci accompagna sempre. È importante esserci, per la nostra storia e per chi ci ha dato la libertà”, ha sottolineato l’attrice. Al termine è stata inaugurata un’installazione con i resti del relitto della strage di Cutro. “Questa è una giornata corale, come lo fu la Liberazione, in un momento in cui quel progetto rischia di essere disatteso”, ha concluso il rettore.

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