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Il caso

Caso Portanova, i centri antiviolenza dell'Emilia Romagna polemizzano: "Ancora nessuna sospensione da parte della Reggiana"

La nota del coordinamento: "Si è alzato muro di gomma e la famiglia e la vittima ricevono attacchi inaccettabili sui social"

Francesca Baglioni

28 Aprile 2026, 07:05

 Manolo Portanova

Il calciatore Manolo Portanova

Continua a far discutere la vicenda processuale che coinvolge il calciatore della Reggiana Manolo Portanova, condannato a sei anni per un episodio di violenza sessuale di gruppo su una studentessa avvenuto a Siena nel 2021 anche in Corte di Appello a Firenze la scorsa settimana. Ad intervenire sono stati i centri antiviolenza dell'Emilia-Romagna che hanno polemizzato sulla mancata sospensione dell’atleta (il giudizio sportivo su di lui è pendente in attesa del completamento dell’iter penale) da parte del suo club.

"Lo sport, e in particolare il calcio, rappresenta uno degli ambiti in cui le asimmetrie di potere tra uomini e donne emergono con maggiore evidenza – afferma il coordinamento dei centri antiviolenza - un sistema capace di influenzare milioni di persone continua a mostrare ambiguità e resistenze nella gestione dei casi di violenza sessuale che coinvolgono i calciatori", prosegue il coordinamento, secondo cui il caso Portanova "mostra, in maniera evidente che, sulla responsabilità etica delle società sportive, si è alzato, anche questa volta, un muro di gomma". Oltre a ciò i centri antiviolenza segnalano come "la vittima e la sua famiglia continuino a ricevere attacchi inaccettabili sui social".

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