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Trasporti

Siena, il Comune scrive alla Regione: "No alla vendita dell'autostazione di Firenze"

Il vicesindaco Capitani: “L’immobile è essenziale e strategico per il servizio extraurbano. Servono confronto diretto e sperimentazione reale”

Caterina Iannaci

05 Maggio 2026, 16:07

Autostazione  in via Santa Caterina da Siena

L'autostazione in via Santa Caterina da Siena

No all’alienazione dell’immobile dell'autostazione in via Santa Caterina da Siena a Firenze. Il Comune di Siena ha inviato oggi, martedì 5 maggio, una comunicazione ufficiale, firmata dal Vicesindaco e assessore alla mobilità e trasporti del Comune di Siena, Michele Capitani, alla Regione Toscana, rispondendo alla richiesta di contributo sulla possibile cessione dell’autostazione da parte di Autolinee Toscane. Secondo l’amministrazione comunale la struttura è strategica ed essenziale per il servizio di trasporto pubblico extraurbano e interessa direttamente numerosi pendolari anche senesi. Nella comunicazione inviata, Capitani richiede “la sospensione della procedura di alienazione al fine di attivare un confronto diretto tra gli enti interessati, la Regione e il concessionario”.

In riscontro alla richiesta di contributo pervenuta dalla Regione Toscana il Comune di Siena – scrive il Vicesindaco – esprime la propria ferma opposizione all'autorizzazione all'alienazione immediata dell'immobile sito in via Santa Caterina da Siena. Per prima cosa, sulle valutazioni sull'essenzialità e funzionalità del bene, l’amministrazione comunale di Siena ritiene che l’autostazione di via Santa Caterina rappresenti un asset strategico ed essenziale per il servizio di Tpl extraurbano. Essa costituisce il principale punto di arrivo per i bus provenienti dalla Toscana del sud, garantendo un accesso diretto e immediato al nodo vitale della stazione di Santa Maria Novella e al centro di Firenze. I dati di censimento forniti dallo stesso concessionario confermano l'importanza del sito: il 68 per cento dei passeggeri sceglie la fermata di Santa Caterina per la discesa. Lo spostamento a Vittorio Veneto obbliga i passeggeri a un cambio mezzo (tramvia T1), che, pur essendo frequente e senza costo aggiuntivo, rappresenta un disagio per anziani, turisti con bagagli e lavoratori.

Il Comune richiede poi analisi supplementari e indagini sull'utenza: “Si contesta la tesi di Autolinee Toscane, secondo cui lo spostamento avrebbe un impatto ‘contenuto’ sulla domanda e sui tempi di viaggio. La riduzione percentuale stimata per i passeggeri del 5 per cento per la tratta Siena-Firenze è una valutazione puramente teorica che non considera la saturazione dei mezzi della linea T1 nelle ore di punta, il reale margine temporale a disposizione dell’utenza, il disagio qualitativo del cambio mezzo compresa l’assenza di pensiline per il riparo all’utenza nella zona di attesa dei bus al ritorno”.

Pertanto, il Comune di Siena richiede formalmente alla Regione di imporre al concessionario: un’indagine diretta tramite interviste ai passeggeri delle linee 131/131R e 50G, al fine di raccogliere dati sul reale disagio arrecato e sulla reale efficacia del nuovo hub. Non è possibile definire ‘non essenziale’ un bene senza aver consultato coloro che ne fruiscono quotidianamente e che subiranno l'impatto della dismissione; un’analisi più approfondita sugli effetti della rottura di carico, verificando se la maggiorazione dei tempi nelle ore di punta possa risultare ben superiore ai 3-5 minuti stimati in una direttrice già penalizzata da “cantieri infiniti” e difficoltà ferroviarie, compromettendo irrimediabilmente la fruibilità del servizio.

Il Comune di Siena – scrive ancora Capitani – propone infine che, prima di qualunque decisione irreversibile sulla vendita del bene, venga attivato un periodo sperimentale di almeno 3-6 mesi: durante tale periodo, le linee verrebbero attestate a Vittorio Veneto mantenendo la proprietà del bene in capo al Tpl, per verificare sul campo se l'hub sia realmente in grado di assorbire il traffico in termini sia di mezzi che passeggeri e se i tempi di percorrenza non subiscano derive ben superiori al 5 per cento teorico stimato. Questa simulazione è l'unico modo per validare i modelli di ‘saturazione’ del terminal di Vittorio Veneto ed ‘elasticità’ dei passeggeri che ad oggi rimangono puramente teorici e basati su benchmark generali.

In conclusione il Comune di Siena richiede la sospensione della procedura di alienazione al fine di attivare un confronto diretto tra gli enti interessati, la Regione e il Concessionario. L'obiettivo è verificare se l'alienazione risponda solo a un interesse economico di Autolinee Toscane (generazione di cash flow e rimozione di passività per manutenzioni straordinarie) o se sia realmente compatibile con il diritto alla mobilità dei territori della Toscana del sud.

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