Siena
Il nuovo percorso di ingresso all'ospedale le Scotte
Da tetro tunnel a luminosa e accogliente galleria d’arte: si è completamento trasformato il percorso di ingresso dell’ospedale le Scotte di Siena, che ha inaugurato i lavori di riqualificazione da 4,5 milioni di euro del passaggio che conduce all’interno del policlinico, per decenni un luogo “grigio” e scalcinato, che abbisognava di nuova vita. Ed eccola: il percorso è stato rinnovato esteticamente, con una nuova struttura, luci e colori, ed efficientato a livello energetico, con un impianto fotovoltaico della potenza di 41 chilowatt, che lo rende pienamente sostenibile. Poi microclima mitigato e musica a filo diffusione.

Al posto dei vecchi manifesti pubblicitari, spazio alle preziose opere fotografiche della Fondazione Alinari, che grazie all’esposizione “Hospitalia” ripercorrono la storia della sanità e dell’accoglienza senese, dal Santa Maria della Scala alle Scotte. C’erano tutte le autorità politiche, civili e militari del territorio al taglio del nastro, dal presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore Monia Monni, il sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, Bernard Dika, il rettore Unisi Roberto Di Pietra, il vice sindaco di Siena Michele Capitani, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, nonché i vertici dell’azienda ospedaliera senese, con in testa il dg Antonio Barretta.

La riqualificazione del vecchio tunnel ha rappresentato un momento importante, per dare al luogo una svolta a livello estetico e non solo, nell’ottica di migliorare l’aspetto dell’umanizzazione delle cure: chi entrerà suo malgrado all’ospedale lo farà attraversando un percorso più caldo e accogliente e non più il vecchio e freddo “tunnel” risalente agli anni settanta.

“Un nuovo ingresso ospedaliero non è solo un’opera strutturale – ha dichiarato l’assessore Monni - è il primo contatto che cittadini e cittadine hanno con l’ospedale, spesso in momenti delicati, segnati da preoccupazioni, ansie e fragilità. Accanto ai pazienti ci sono familiari che vivono quelle stesse paure, anche quando cercano di non mostrarle”. “I percorsi di cura possono essere supportati dall’arte” sottolinea il dg Barretta.

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy