Il caso
Svelata l'opera barocca del Manetti ritornata a Sovicille
Approfittando della condizione di semi abbandono della chiesa di Ponte allo Spino, ignoti, il 2 maggio 1990, avevano fatto il colpo portandosi via un capolavoro dell’arte barocca, il Cristo in Pietà con la Vergine e i santi Giovanni Evangelista e Maria Maddalena di Domenico Manetti. Dopo 36 anni però la tela è finalmente tornata a “casa” e riabbracciata dai parrocchiani, dalla Diocesi di Siena e dalla comunità di Sovicille, grazie al lavoro dei carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Firenze.

Sì perché l’opera, probabilmente finita sul mercato nero dopo il furto, è passata di mano fino a entrare nella disponibilità di una famiglia residente nella provincia di Pisa, che non ne conosceva la provenienza. È stato l’ultimo possessore, dopo averla ereditata dal nonno, a capire che il capolavoro non poteva restare suo. Ed ecco che nel corso del 2025 l’uomo si è rivolto ai carabinieri per far valutare la situazione: c’è stato un sequestro, un’indagine a suo carico (come atto dovuto per procedere con gli accertamenti) che alla fine è stata archiviata. I rapidi controlli nel database dell’Arma hanno permesso di stabilire che effettivamente il dipinto corrispondeva a quello rubato, che come ricordato da don Enrico Grassini, ha un elevato pregio artistico e si colloca in una fase ancora legata alla cultura e alla tavolozza caravaggesca. È ravvisata la buona fede del cittadino pisano, tutto è finito al meglio e la tela seicentesca – conservata perfettamente, e restaurata durante il periodo di “cattività” – è stata così recuperata.
Ieri è stato un giorno di festa per la chiesa di Ponte allo Spino (guidata da don Vittorio Giglio) e la compagnia dell’Immacolata Concezione, che ha ben 550 anni di storia. “E’ un’opera davvero importante – ha commentato il comandante del nucleo dei carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze, il maresciallo maggiore Lorenzo Maria Collamati – è un motivo di grande gioia questo recupero, ringrazio per la sensibilità il privato cittadino che si è rivolto a noi”. “Un’opera – ha aggiunto il sindaco di Sovicille Gugliotti – di alto valore artistico e anche affettivo, il suo furto ha rappresentato una ferita inferta a questo territorio”. “Un bene inestimabile – gli ha fatto eco Graziano Lazzeroni, governatore della compagnia della Santissima Immacolata di Ponte allo Spino – nelle mani della comunità torna un pezzo fondamentale della nostra memoria storica”. La tela sarà adesso riposta nel punto da dove venne trafugata. La speranza è nel futuro poter riabbracciare altre due opere perdute - una attribuita a Vincenzo Rustici, e l'altra copia da Rutilio Manetti - per ricostruire l'originario apparato decorativo dell'oratorio.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy