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La polemica

Nuova lista Comuni montani, Giani insorge. In provincia di Siena due uscite e tre new entry

Dalla riclassificazione fuori Montalcino e Montepulciano, entrano Castellina in Chianti, Pienza e Trequanda

Claudio Coli

11 Maggio 2026, 19:19

Castellina in Chianti

Castellina in Chianti è uno dei tre nuovi comuni che entrano nella lista

Fa discutere la decisione del Governo di riforma dei Comuni montani, con i nuovi criteri introdotti dalla legge 131 del 2025 ed in particolare con il decreto attuativo che sarebbe prossimo alla pubblicazione. In Toscana in particolare si passerebbe da 149 a 113 comuni montani, con un taglio di 36 unità che fa insorgere il governatore Eugenio Giani.

“Inaccettabile - ha detto Giani - In Toscana passeremmo da 149 a 113 Comuni montani con questa legge che prevede come sostanziale, unico elemento di valutazione quello dell’altitudine; ci troveremmo un’ Italia delle Alpi di serie A, con Regioni a Statuto speciale che a questi Comuni danno già grossi contributi, e un' Italia Appenninica che diventa di serie B, con tanti Comuni, che sono lontani dalle vie di comunicazione, che sono distanti dai grandi centri. Questa penalizzazione verso più di 30 Comuni in Toscana porterebbe ad abbassare il livello di finanziamento generale annuale, da 10 milioni di euro a tre milioni”.

Nello specifico, per la provincia di Siena escono dal novero Montalcino e Montepulciano, ed entrano Castellina in Chianti, Pienza e Trequanda, mentre per Arezzo si prevedono due uscite, Castiglion Fiorentino e Cavriglia. La provincia di Siena è l'unica a registrare delle "new entry".

Una contraddizione secondo il presidente Giani anche rispetto alle politiche regionali per la cosiddetta Toscana diffusa: “Da un lato la Regione fa la legge 11 del 2025 per promuovere il sostegno e la valorizzazione di questi Comuni e dall’altro lo Stato taglia così le gambe ai Comuni montani. - ha detto sempre Giani - Ci opporremo con tutte le forze attraverso gli strumenti legali a disposizione. La mia piena solidarietà va ai Comuni che hanno preannunciato ricorsi e mobilitazioni attraverso Anci e Upi. Intanto rinnovo l’appello al Governo affinché non pubblichi questo decreto attuativo, ma riveda i criteri di attuazione della legge”.

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