"Il femminicidio uccide più della mafia". Lo ha detto Vittoria Doretti, responsabile della rete regionale del codice rosa. Come comunicare in maniera deontologicamente corretta i tragici fatti di violenza di genere è stato il tema al centro dell'ultimo incontro del Festival del giornalismo: la kermesse è durata tre giorni, l'ultima iniziativa si è svolta nella contrada della Selva. È stata un'edizione intensa e partecipata del Festival del giornalismo, arrivato alla sua terza edizione, con grandi nomi del settore che hanno preso parte ai vari panel. La manifestazione è stata organizzata dal Gruppo stampa autonomo di Siena in collaborazione con il Magistrato delle contrade, con i due atenei cittadini e con il patrocinio della Regione Toscana. Le giornaliste Rai Lucia Goracci e Angela Caponnetto hanno parlato del giornalismo di guerra (incontro che si è tenuto nella Lupa), successivamente il sottosegretario all'informazione Alberto Barachini ha partecipato all'incontro sull'intelligenza artificiale (nell'Istrice). La giornata del sabato è stata dedicata al giornalismo culturale (incontro che si è tenuto nel Bruco), alla presenza del responsabile per Siena di Opera Laboratori, Stefano Di Bello, e del sindaco di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti. Poi, nel pomeriggio di sabato, alla presenza di Pierluigi Pardo si è tenuto un dibattito (effettuato nella contrada della Chiocciola) sulla comunicazione dello sport olimpico e paralimpico in vista degli appuntamenti a cinque cerchi che si terranno in estate a Parigi. Infine la conclusione della kermesse, con un'iniziativa sul corretto giornalismo, da un punto di vista deontologico, nei casi di violenza di genere. "Nonostante tutto quello che stiamo facendo e le azioni che vengono realizzate, le donne continuano a morire - ha affermato Vittoria Doretti. - Muore una donna ogni tre giorni. Enti e istituzioni stanno effettuando un grande lavoro per combattere contro queste immani tragedie, servono e sono certamente molto utili anche iniziative e dibattiti come quello odierno per sensibilizzare e informare sul tema. È molto importante che si affronti la questione al Festival del giornalismo, perché i fatti vanno raccontati e vanno raccontati bene". "Da quando il codice rosa è stato attivato (il progetto è nato nel 2010, ndr) siamo arrivati in Toscana a un totale di 28 mila casi - ha dichiarato ancora Vittoria Doretti. - I dati che adesso stiamo registrando sono sulla linea dei numeri del periodo prima del Covid. C'è comunque anche il fenomeno dei ?numeri oscuri' che non rientrano nelle statistiche: penso alle violenze contro le donne anziane o con disabilità e alle discriminazioni multiple. Sono situazioni che esistono e che spesso non emergono, dobbiamo creare in questo senso dei percorsi ancora più virtuosi e alleanze ancora più forti. Abbiamo notato che negli ultimi anni è aumentata anche l'efferatezza delle violenze. Mi riferisco a qualcosa che è difficile da definire, ma notiamo che arrivano racconti di situazioni veramente pesanti". (CORRIERE DI SIENA)
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