Siena
Un successo la mostra "Impronte di Siena"
Doveva chiudere alla fine di gennaio, ma il riscontro ottenuto è stato tale da rendere inevitabile una proroga. La Tartuca ha infatti annunciato che la mostra Impronte di Siena – visioni e architetture tra il XV e il XX secolo resterà aperta fino al 20 febbraio, confermandosi come uno degli appuntamenti culturali più seguiti delle ultime settimane.
Allestita presso il Museo della Contrada, l’esposizione ha registrato fin dall’inaugurazione una partecipazione ampia e trasversale, coinvolgendo contradaioli non solo di Castelvecchio, studiosi, appassionati di storia locale e semplici cittadini. Un successo che nasce dalla capacità di parlare direttamente alla memoria profonda della città, toccando corde identitarie che vanno ben oltre l’interesse specialistico. Il percorso espositivo si distingue per ampiezza e originalità, proponendo un viaggio visivo nella rappresentazione di Siena attraverso i secoli. Stampe, piante e vedute raccontano una città in continua trasformazione, dal Quattrocento al Novecento, restituendo architetture, spazi urbani, paesaggi e immagini legate al Palio e alle sue tradizioni.
Non una semplice sequenza di opere, ma una vera narrazione capace di tenere insieme storia, simboli e memoria collettiva. Cuore del progetto è la collezione di stampe antiche di Alessandro Notari, che ha definito l’iniziativa uno dei momenti più significativi del suo percorso all’interno della Tartuca. A dialogare con le opere è l’allestimento ideato dall’architetto Andrea Milani, pensato come un racconto continuo tra immagini e spazi del museo, trasformato per l’occasione in una mappa visiva della città. A completare il progetto, un catalogo concepito come strumento scientifico ma accessibile, destinato a prolungarne nel tempo il valore.
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile il venerdì e il sabato dalle 18 alle 20, il domenica dalle 10.30 alle 12.30, oppure su prenotazione scrivendo a museo@tartuca.it. Un’occasione in più, grazie alla proroga, per riscoprire Siena attraverso le sue impronte più profonde.
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