Siena
Minchia signor tenente……"siamo stanchi di sopportare/quello che succede in questo paese/dove ci tocca farci ammazzare/ per poco più di un milione al mese….".
L'attore Antonio Grosso, figlio di carabiniere, ha preso spunto dal brano sanremese di Giorgio Faletti per scrivere un testo teatrale diventato vero e proprio cult della drammaturgia e che resiste sul palcoscenico da quasi vent'anni. E' stato calorosamente applaudito anche dal pubblico del teatro dei Rinnovati nella prima delle tre repliche senesi, venerdì sera. Una rappresentazione coinvolgente dove si passa dal riso al pianto, dall'ironia alla riflessione amara che nessuno potrà mai.
Applausi sinceri nel finale che hanno portato l'attore Grosso, che sulla scena interpreta il brigadiere Vincenzo e si esprime in dialetto napoletano, a ringraziare il pubblico raccontando commosso che suo nonno, ex maresciallo dell'Arma, fece il carabiniere proprio qui a Siena nel 1952.
Un testo che funziona, una regia calibrata nel tempo che si appresta a celebrare fra qualche giorno la seicentesima replica.
"Lo abbiamo riproposto - ha detto l'attore - nonostante i suoi anni, perché l'argomento resta attuale. E oggi per fortuna in Sicilia le cose sono cambiate e la popolazione, nonostante le croci del passato, merita la giusta considerazione: gente onesta, brave persone con grande cuore ...".
La Sicilia si è "ripulita" da un passato crudele che l'ha segnata con il sangue per tanti anni grazie al sacrificio di uomini di valore morti ammazzati dalla mafia e ricordati con tanto di immagini che scorrono sul palcoscenico nel finale: tanti volti, da Peppino Impastato a Giovanni Falcone.
Un epilogo da brividi che accende con forza tutta l'emotività che merita questa dolorosa pagina di storia.
Per il resto il testo è ben calibrato fra banalità e impegno civile. E impone un crescendo di attenzione che non stanca mai lo spettatore. Ci sono momenti esilaranti, arricchiti da battute e gestualità ironiche che caricano situazioni altrimenti banali rette da una quotidianità noiosa e ripetitiva. Tuttavia dentro quella caserma di un piccolo paese della Sicilia, dove al massimo ci si inventano i reati per solitudine, serpeggia il pericolo. Non ci se ne rende conto mentre nel frattempo l'attaccamento all'Arma diventa una dimostrazione di fede, di impegno e di aspirazione ad imprese gloriose.
Poi purtroppo, dopo anni di tedio passati a scrivere denunce di ladri di galline arriva lo sconquasso, il colpo al cuore quando due carabinieri del gruppo, scelti da un nuovo tenente per fare la scorta ad un magistrato, perdono la vita proprio in quella stagione della mafia stragista. E' il 1992. Ed è allora che si ricompone il messaggio profondo che Antonio Grosso ci affida con questa rappresentazione: l'amore, l'amicizia, la condivisione che si instaura in quella piccola caserma fra i cinque uomini dell'Arma evapora nel sacrificio e nella colpa di aver fatto bene il proprio dovere e aver onorato l'Arma dei carabinieri. Una morte senza macchia, senza colpa, una esecuzione ingiusta dopo aver onorato il valore militare per un milione al mese. Il tritolo cancella tutto: matrimonio, famiglia, amicizia, rispetto, disciplina e obbedienza.
Ottimo lavoro. Lunga vita a questa rappresentazione che non merita di finire in archivio perché impone una incancellabile riflessione sulla lotta fra bastardi ed eroi e lo fa in maniera ironica e originale.
Il cast, che si cimenta in diversi dialetti che all'inizio rendono complesso l'ascolto, è composto da ottimi attori. Oltre ad Antonio Grosso che lo ha scritto e interpretato, la regia è di Nicola Pistoia con Adriano Aiello, Gaspare Di Stefano, Francesco Nannarelli, Delia Oddo, Antonello Pascale, Giuseppe Renzo, Mariano Viggiano, Martina Zuccarello e Natale Russo.
Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
I Teatri di Siena hanno così reso omaggio alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che ricorre il 21 marzo, con una programmazione dedicata. Mercoledì 11 marzo alle ore 21 ai Rinnovati il cartellone “Extra Sipario” ha visto in calendario “La Madrina”, nuova produzione di Motus con il sostegno della Regione Toscana. Da venerdì 13 a domenica 15 marzo, con due repliche straordinarie nella mattina di lunedì 16 marzo dedicate agli studenti delle scuole senesi, sempre sul palco dei Rinnovati, è poi stata la volta di “Minchia Signor Tenente”, spettacolo di e con Antonio Grosso che si colloca all’interno del cartellone “Sipario Rosso” della stagione 2025/2026 diretta da Vincenzo Bocciarelli; sabato il cast ha incontrato il pubblico nel foyer del teatro.
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