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Siena

Una Anna Ferzetti strepitosa al teatro dei Rinnovati

L’attrice tiene in piedi una proposta teatrale decisamente complessa. Due ore di spettacolo con soluzioni sceniche molto accattivanti

Sonia Maggi

13 Aprile 2026, 05:10

Anna Ferzetti ai Rinnovati

Brava lei, bravo lui. Anna Ferzetti, diretta dal marito Pierfrancesco Favino, semplicemente strepitosa nel dramma “People, places and things” andato in scena ai Rinnovati in questo fine settimana. E anche stavolta il teatro ha fatto il pieno perché lo spettacolo si preannunciava un ottimo lavoro con grande intensità recitativa. Ma certo non ci aspettavamo tanta bravura, concentrazione, unicità di Anna Ferzetti che da sola tiene in piedi una proposta teatrale assolutamente complessa, difficile nel ruolo, profonda nel messaggio. Due ore di spettacolo con soluzioni sceniche assolutamente accattivanti e ben azzeccate per rappresentare il delirio interiore, la pazzia, la perdita di se stessi, la disperazione e lo sdoppiamento attraverso flash psichedelici accompagnati da luce, musica e movimenti assolutamente perfetti che immobilizzano lo spettatore alla poltrona senza perdere battuta. Due ore che scorrono intensamente nonostante la costruzione pesante di lunghi monologhi fatti a pezzi da una condizione umana che emerge in tutta la sua drammaticità, ma anche da intarsi di genuina ironia che rispecchiano l'autenticità delle circostanze di vita. Un mondo interiore sgretolato dall’ossessione delle dipendenze. In questo caso alcol e droga. La protagonista Emma/Nina/Sara, il nome varia nell’altalenarsi della finzione fra maschera e realtà della protagonista, è una attrice sola e disperata che ad un certo punto della sua vita non riesce più a controllare il mix di psicofarmaci, alcol e stupefacenti di cui fa uso da tempo e collassa in teatro durante la recitazione del Gabbiano di Cechov. Dopo questo episodio decide di disintossicarsi in una casa di cura abitata e governata da soggetti simili a lei, con alle spalle forti dipendenze risolte o da superare. E da qui parte un percorso turbolento, sofferto, contrastato. Un passo avanti e due indietro, come succede in questi casi dove la malattia favorisce la scorciatoia della ricaduta. Ma alla fine Nina/Emma riuscirà a scavalcare i suoi traumi, il delirio della sua vita non risolta, le sofferenze familiari, la fuga perenne dalla realtà attraverso la maschera dei personaggi della sua recitazione. Un dramma che si ricompone alla fine, dopo un monologo bellissimo che dimostra che la protagonista non ha raggiunto la guarigione, quasi impossibile, ma la consapevolezza della sua esistenza, l’accettazione e il riconoscimento di se stessa, delle sue fragilità e delle sue debolezze senza più attuare il piano della fuga.

Una trama più difficile da raccontare che da assimilare in diretta, in una ritmica di tempi azioni e recitazione assolutamente ben calibrata che trasporta lo spettatore nella consapevolazza di trovarsi di fronte a buon teatro, ad un testo assolutamente contemporaneo di Duncan Macmillian sapientemente elaborato da Favino in versione teatrale che ha saputo dirigere l’ottima compagnia dove spicca Thomas Trabacchi con quella sua recitazione riconoscibile e familiare. Bravi tutti, Betti Pedrazzi, Fabio Balsamo, Totò Onnis.

La nostra vita si compie attraverso persone, posti e cose ma non sempre scorre lineare, spesso costruisce dipendenze da cui poi è difficile uscire. Dipendenze che mascherano drammi accumulati e non risolti, maschere sociali troppo a lungo sopportate per non avere il coraggio di affrontare noi stessi, le nostre paure, le nostre fragilità, i nostri dolori. Uscirne non è facile e il percorso terapeutico spesso si mostra pieno di insidie, sofferenze, resistenze a noi stessi. Qualcuno riesce ad attraversare il tunnel e uscire allo scoperto, altri falliscono.

Ottimo lavoro dunque, sottolineato dall’ampio gradimento del pubblico dei Rinnovati. Bravo Favino, ma del resto nessuno aveva dubbi alla vigilia, e soprattutto brava Anna Ferzetti che ci restituisce un personaggio che impone una recitazione faticosa, lucida, concentrata e un talento artistico che l’attrice ha ampiamente dimostrato in questi ultimi mesi con un capolavoro di recitazione teatrale e contemporaneamente una interpretazione eccezionale nel film di Sorrentino “La grazia” accanto a Toni Servillo che la incornicia come una delle più talentuose attrici italiane del momento.

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