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Siena

Morto Gunter Pichler: il dolore dell'Accademia Chigiana

Il grande violinista e maestro austriaco scomparso in un incidente. Sani: "Perdo un amico"

Francesca Baglioni

27 Aprile 2026, 14:22

Gunter Pichler

La scomparsa di Gunter Pichler priva la musica europea di uno dei suoi interpreti più autorevoli e l’Accademia Chigiana di Siena di un maestro che negli anni ha lasciato un segno profondo nella vita artistica e didattica dell’istituzione. Il violinista austriaco, morto in un incidente stradale nei pressi di Vienna, aveva 85 anni ed era considerato una figura centrale nella storia del quartetto d’archi contemporaneo. Nato nel 1940 a Kufstein, Pichler fu fondatore e primo violino dello storico Alban Berg Quartett, ensemble che ha ridefinito il linguaggio interpretativo del repertorio cameristico imponendosi a livello internazionale per rigore, coerenza stilistica e profondità espressiva. Giovanissimo, aveva intrapreso una carriera straordinaria: a 18 anni primo violino dei Wiener Symphoniker, a 21 dei Wiener Philharmoniker su impulso di Herbert von Karajan.

Ma accanto alla carriera concertistica, decisiva è stata la sua vocazione pedagogica, testimoniata anche dal lungo rapporto con la Chigiana. Dal 2005 al 2018 Pichler ha guidato a Siena il corso di quartetto d’archi e musica da camera, contribuendo alla crescita di giovani ensemble provenienti da tutto il mondo. L’Accademia, nel ricordarlo, sottolinea come la sua attività didattica abbia inciso “in modo determinante alla formazione di generazioni di giovani musicisti oggi affermati sulle scene internazionali”. Il direttore artistico Nicola Sani, il consiglio di amministrazione e tutta la comunità chigiana ne hanno ricordato “con gratitudine il contributo umano e musicale, la dedizione all’insegnamento e la capacità di trasmettere alle nuove generazioni un’idea rigorosa e viva della musica da camera”. Parole che restituiscono il valore di un artista capace di coniugare disciplina e passione.

Sani ha inoltre voluto ricordare il rapporto personale nato negli anni: “Perdo un amico. Ho avuto il privilegio di condividere con lui anni di intenso dialogo, di collaborazione e di sincera amicizia”. E ancora: “Era profondamente legato a Siena e alla Chigiana: tornava ogni estate con entusiasmo autentico”. Un legame speciale, destinato a restare nella memoria dell’Accademia e di tutti coloro che ne hanno raccolto l’eredità artistica e umana.

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