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UMBRIA

Bandecchi alla Regione. Un circo o cosa seria?

22 Luglio 2024, 10:06

Stefano Bandecchi

Stefano Bandecchi, sindaco di Terni

È un circo o una cosa seria? L’ultima trovata di Stefano Bandecchi - la sua candidatura alla presidenza dell’Umbria - incontra più scetticismi che certezze. Stavolta il pirotecnico sindaco di Terni non convince ancora, anche se va detto che nessuno pensava potesse vincere quando si candidò alla guida della città contro destra e sinistra. Ma ora la questione pare più intricata. È vero che Bandecchi vanta nel suo curriculum quella vittoria di Terni; ma è altrettanto vero che gli è andata davvero male alle europee con la sua Alternativa popolare. In regione appena l’1,8 per cento totalizzato non aiuta la scalata nonostante il lusinghiero 9,5 della città che amministra (ma che comunque dimostra un consenso assolutamente minoritario). Quindi, che senso ha questa “sfida”? E’ reale? Certo, se lo chiedi al sindaco non lo smentisce, altrimenti non avrebbe alcuna ragione l’annuncio di pochi giorni orsono. Ma non sembra provocare particolari patemi d’animo negli ambienti che gli sono più ostili. È vero che si preferisce mantenere l’anonimato, ma come in questi casi sono importanti le voci di dentro. E poi, diciamolo, non si sa mai che la prestanza del sindaco debba poi abbattersi su chi osa criticarlo... In sostanza, in molti fanno notare che Bandecchi sta perdendo pezzi ogni giorno, tra assessori e consulenti vari. E proprio i risultati alle europee sono stati scarsi e hanno deluso i fan. A partire dalla sua città è un continuo vociferare di conflitti di interesse sostanziali... In pratica, il gossip ricorrente è che si stia preparando a una trattativa, di qua o di là. Eppure, all’inizio Bandecchi - con quell’atteggiamento guascone - poteva risultare strano ma simpatico. Ma è l’insistenza nella postura, addirittura con le minacce ai consiglieri comunali, a farlo diventare noioso e da sbadiglio. È vero che si presenta come “la vera novità” per l’Umbria, ma tanti elettori hanno cominciato a conoscerlo. E non sempre per apprezzarlo. Ad esempio, verso la destra si è fissato che da quelle parti ci sia “un terrore incomprensibile” verso Alternativa popolare. E ammette di non poter “andare con la sinistra che parte da un Pd abbastanza moderato ma poi arriva a degli estremisti che non hanno ragione di esistere, grillini, verdi e sinistra...”. Ma il suo attaccare proprio la destra, a partire dalla presidente Tesei, dimostra che forse ha ragione chi parla di tentativo di trattativa. A Bandecchi piacerebbe tanto prendere il posto della candidatura della governatrice uscente, secondo molti si accontenterebbe anche di una poltrona di seconda fila. Forse qualcuno sarà disponibile a parlare di regionali col sindaco di Terni, ma la sensazione è che non ci sia tutta questa voglia di fare a sportellate con lui. Bandecchi vuole dare carte che non ha, si dice a destra, ed è bene che comprenda i limiti della sua azione politica. Troppe parole, troppe risse, troppo casino. È questo ciò che si imputa ad un sindaco che apparso come nuovo, sembra ora cimentarsi nel classico pascolo che precede ogni campagna elettorale nel nostro paese. Un po’ deludente, oggettivamente, anche perché manca proprio la spinta che doveva venire dalla città che è stato chiamato a guidare dagli elettori ternani. Centrodestra e centrosinistra si sfideranno probabilmente senza altri di mezzo, in realtà, e comunque irrilevanti. La partita per la regione è ancora lunga e di certo, per ora, c’è solo la corsa per il bis della Tesei. A sinistra restano alte le quotazioni della Proietti sindaco di Assisi, ma ad aspirare, tra conferme e smentite, c’è anche la deputata Elisabetta Piccolotti, che vuol fare pesare i voti ottenuti dall’Alleanza verdi e sinistra alle europee. In mezzo, potrebbe tentare la sua strada la vicepresidente della Camera, Anna Ascani. E con tutti questi pezzi grossi in campo, davvero potrebbe candidarsi Bandecchi? Per vecchi volponi della politica umbra e nazionale è solo un colpo di teatro, che non impensierisce i partiti. Comunque, occhio a sottovalutarlo, che il sindaco di Terni è capace di presentarsi ai comizi altrui per buttare giù dal palco chi lo attacca... Indubbiamente, potrebbe essere una campagna elettorale divertente, tutta da scrivere: non si sa, però, con quali effetti sull’affluenza alle urne. Consiglio non richiesto ai partiti, a tutti i partiti: prima vi sbrigate a sciogliere ogni riserva, anche sulle liste oltre che sulle candidature alla presidenza, e con maggiori chance eviterete la fuga degli elettori dai seggi. L’astensionismo prospera anche sulla caciara. E meno ce n’è e meglio è.

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