Siena
Saldi, partenza col freno a mano tirato
Sono cominciati ieri i saldi invernali a Siena. L’inizio è stato molto a rilento e in centro non c’è stato il pienone che ci si poteva aspettare, ma si è comunque trattato di un momento di un certo peso per il commercio, anche se non più come lo era una ventina di anni fa.
“Al di là delle aspettative è un appuntamento importante per i negozi e per i consumatori - spiega Riccardo Ghini, presidente di Federmoda Confcommercio Siena. - Per noi è un’occasione di vendita e lo stesso vale anche per il consumatore che ha la possibilità di acquistare a dei prezzi più vantaggiosi e convenienti. E oggi come oggi, con la crisi che c’è anche dei negozi dei centri storici, si possono rivitalizzare i centri storici. Diciamo che è un momento importante anche dal punto di vista sociale, non solo economico. Ci sono nuove occasioni di acquisto, come il Black Friday e le varie piattaforme online, dove la concorrenza è molto diffusa in tutta la stagione. Ma è anche vero che il mondo non è più quello di una volta: è cambiato il commercio, sono cambiati i metodi e i modi di acquistare da parte del consumatore”.
Secondo un’indagine di Confcommercio, con l’avvio dei saldi quasi sei italiani su dieci si dichiarano pronti ad acquistare a prezzi scontati. Un appuntamento che è atteso dal 47,3% degli acquirenti per comprare articoli desiderati da tempo: “Il valore dei saldi invernali si attesta, come previsione, intorno ai 5 miliardi di euro di spesa complessiva, con un acquisto medio a persona di 137 euro. Probabilmente i capi più richiesti saranno quelli dove lo sconto pesa in maniera maggiore. Parlo di capispalla, piumini, cappotti, tutto quello che è un prodotto che ha un costo più alto. Insieme alla maglieria. Credo che questi siano i due prodotti più interessanti di vendita”.
Un aspetto fondamentale riguarda il giorno esatto in cui iniziano i saldi, che a volte non sempre è uguale per tutti. “Per noi è prioritario avere una data unica – spiega Ghini - per evitare anche concorrenze tra regioni e regioni, soprattutto sulle città di confine tra le varie regioni. E’ chiaro che poi ognuno ha esigenze diverse in base alle posizioni e al tipo di negozio”.
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