Siena
La vicenda giudiziaria legata alla scalata di Monte dei Paschi di Siena a Mediobanca entra in una nuova fase. I giudici del Tribunale del riesame di Milano si sono riservati di decidere sul ricorso presentato da Delfin-Luxottica contro i sequestri di dispositivi informatici disposti dalla Procura meneghina il 28 novembre 2025. La società non risulta indagata, ma ha chiesto di tutelare la riservatezza dei segreti industriali contenuti nei cellulari e nei computer sequestrati dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza. Nel mirino dell’inchiesta ci sono invece importanti figure della finanza e dell’imprenditoria italiana: Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, Francesco Milleri, presidente di Delfin-Luxottica, e Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore e costruttore, accusati di manipolazione del mercato e ostacolo alla vigilanza di Consob, Bce e Ivass.
Il ricorso di Delfin-Luxottica apre una delicata partita legale sulla protezione delle informazioni aziendali nel contesto di un’inchiesta che coinvolge il cuore del risiko bancario italiano, con possibili ripercussioni non solo per le persone indagate, ma anche per l’immagine di gruppi imprenditoriali di primo piano. La decisione dei giudici milanesi è attesa con attenzione dagli operatori finanziari, dagli azionisti di Mps e dal mondo politico, perché potrebbe segnare un punto di equilibrio tra esigenze investigative e tutela della riservatezza industriale.
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