SIENA
Mps ha illustrato il Piano industriale 2026‑2030 intitolato “Da radici profonde a nuove frontiere – Una forza competitiva di primo piano nel settore bancario”, tracciando la strada per trasformare il gruppo in un terzo player bancario nazionale integrato con Mediobanca.
Obiettivo: un gruppo bancario forte e diversificato
Il nuovo piano punta a combinare pienamente BMPS e Mediobanca in un unico gruppo bancario, conservando i rispettivi brand e aree di eccellenza e realizzando sinergie a regime per circa 700 milioni di euro. Il perimetro combinato sarà caratterizzato da un modello di business diversificato al servizio di oltre 7 milioni di clienti tra famiglie, corporate e PMI, sostenuto da una solida base patrimoniale e da una forte spinta all’innovazione.
Cinque divisioni e un modello digitale centrato su IA
A seguito della fusione, il Gruppo sarà organizzato in cinque divisioni principali: Retail & Commercial Banking, Consumer Finance (con Compass), Asset Gathering & Wealth Management (con Widiba e Premier), Private Banking e Corporate & Investment Banking, a cui si aggiunge l’attività di Principal Investing, tra cui la partecipazione in Assicurazioni Generali. Nel periodo 2026‑2030 il gruppo investirà oltre 1 miliardo di euro in IT e intelligenza artificiale per creare una piattaforma digitale unificata, con un modello di “banking digitale e AI‑powered” che mira a ridurre del 20% i tempi di gestione del credito e dei controlli.
Obiettivi economici e remunerazione degli azionisti
Il Piano prevede un margine di intermediazione in crescita da 7,6 miliardi di euro nel 2025 a 9,5 miliardi nel 2030, sostenuto da un mix di ricavi più commissionale e diversificato. L’utile netto adjusted dovrebbe salire da 2,4 miliardi a 3,7 miliardi nel 2030, con un CET1 ratio stabile intorno al 16% e un cost/income ratio che scende dal 46% al 38%, grazie a una forte leva operativa e a una gestione disciplinata dei costi. Il Gruppo prevede inoltre una politica di payout al 100% lungo il piano, con distribuzioni cumulative agli azionisti per circa 16 miliardi di euro.
Retail, wealth e internazionalizzazione
Nel Retail & Commercial Banking, il Gruppo punta a far crescere il margine di intermediazione da circa 2,1 miliardi a 2,6 miliardi entro il 2030, con impieghi verso la clientela che passano da 66 a 82 miliardi e un’offerta di mutui più rapida (time to yes da oltre 25 giorni a meno di 7), grazie a factory ipotecarie digitali e valutazioni del merito creditizio supportate dall’AI. Il segmento Consumer Finance, trainato da Compass, mira a portare i ricavi da 1,3 miliardi a 1,7 miliardi e gli impieghi da 17 a 21 miliardi, con un cost/income ratio che scende dal 31% al 27% e un forte sviluppo internazionale, compreso il Buy Now Pay Later in Svizzera e nuovi mercati europei.
Nel wealth, il segmento Asset Gathering & Wealth Management dovrebbe far crescere i ricavi da 1,5 miliardi a 2,0 miliardi e le masse gestite (TFAs) da 142 a 185 miliardi, rafforzando la rete di consulenti da 1.284 a oltre 1.750. Il Private Banking punta a portare i ricavi da 0,6 a 0,9 miliardi e le masse gestite da 77 a 103 miliardi, con un focus su mandati discrezionali e su una presenza internazionale che punta a generare oltre 5 miliardi di masse aggiuntive all’estero entro il 2030.
Corporate & Investment Banking e messaging strategico
Corporate & Investment Banking, appoggiato sull’asset di Mediobanca, parte da 1 miliardo di ricavi e 600 milioni di PBT per puntare a un margine di intermediazione di 1,3 miliardi e un PBT di 800 milioni nel 2030, con una forte componente internazionale negli advisory e nei mercati. L'ad Luigi Lovaglio ha sottolineato che il Piano rappresenta la “naturale evoluzione della trasformazione degli ultimi anni”, con un gruppo bancario solido, diversificato e profittevole, in grado di generare rendimenti attraenti per gli azionisti e di rafforzare l’eccellenza della tradizione bancaria italiana.
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