Economia
Impresa al femminile sempre più lanciata
Impresa rosa a Siena: tiene il mercato e crescono le professioni avanzate. Nel territorio un'impresa su quattro è a guida femminile e gli stranieri sono in prima fila. I dati emergono dall'analisi aggiornata al 4° trimestre 2025 che delinea un quadro dell’imprenditoria femminile in provincia di Siena caratterizzato da una tenuta strutturale: sono 6.639 le imprese femminili (imprese in cui la partecipazione di controllo e proprietà è detenuta in maggioranza da donne), praticamente invariate rispetto al 2024 (1 impresa in più). Nel loro complesso le imprese in rosa rappresentano il 24,5% del totale delle imprese provinciali.
I settori in cui la presenza femminile è più elevata sono l’agricoltura (1.593 imprese, 24% del totale), il commercio (1.296 imprese, 19,5%), i servizi di alloggio e ristorazione (911 imprese, 13,7%) e le altre attività dei servizi (683 imprese, 10,3%). Fra i principali settori quelli in cui le imprese femminili hanno peso più elevato sono: le altre attività di servizi in cui rappresentano oltre la metà delle imprese del settore (57,4%), sanità e assistenza sociale (37%), i servizi di alloggio e ristorazione (31,3%) e l'agricoltura (29,9%). Fra i principali settori, risultano in crescita: attività finanziarie e assicurative (+6,5%), attività immobiliari (+4,2%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+8,8%), servizi alle imprese (+4,6%), istruzione (+11,8%), attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+3,5%) e altre attività di servizi (+2,1%). In flessione: agricoltura (-0,6%), manifatturiero (-1,7%), costruzioni (-1%), commercio (-2,6%), trasporti (-10,5%), servizi di alloggio e ristorazione (-1,3%) e sanità e assistenza sociale (-7,3%).
A livello occupazionale nelle imprese femminili operano complessivamente 16.326 addetti che rappresentano il 13,8% del totale addetti provinciali e sono aumentati dello 0,4% rispetto al 2024. Esaminando anche i dati relativi alle donne titolari di cariche (amministratrici, socie e imprenditrici individuali) nella provincia di Siena al 31 dicembre 2025 si delinea un profilo demografico caratterizzato da una solida maturità imprenditoriale e da una significativa apertura internazionale.
Sul totale di 14.341 donne che ricoprono ruoli di responsabilità nelle imprese senesi la quota più rilevante appartiene alla fascia d’età compresa tra i 50 e i 69 anni con 7.368 titolari di cariche. A questa segue la fascia tra i 30 e i 49 anni con 4.331 posizioni, mentre è degna di nota la persistenza lavorativa delle imprenditrici senior con oltre 70 anni che sono ben 2.213 a fronte di una componente giovanile sotto i 30 anni che conta 429 titolari di cariche.
Sotto il profilo della provenienza geografica, al netto delle nate in Italia che costituiscono la grande maggioranza con 12.684 unità, il tessuto economico di Siena si distingue per una variegata presenza straniera che conta oltre 1.600 imprenditrici nate all'estero. La comunità più numerosa è quella rumena (240 titolari) seguita da quella albanese (134) e cinese (102). Emergono inoltre presenze consolidate da paesi europei come Germania (99 titolari), Regno Unito (73) e Francia (70) insieme a rappresentanze da nazioni extra-europee come Brasile (63 titolari), Stati Uniti (54) e Polonia (52).
"I dati di fine 2025 delineano un tessuto imprenditoriale femminile – commenta Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena – che dimostra una straordinaria capacità di tenuta e di riposizionamento strategico verso i servizi avanzati e le attività professionali. Ci troviamo di fronte a un mosaico di competenze e origini che conferma il ruolo fondamentale delle donne nel garantire la dinamicità del sistema economico provinciale. Si tratta però di uno scenario che purtroppo si scontra con una congiuntura economica nazionale che vede l'industria rallentata da consumi fragili e costi energetici ancora elevati, situazioni che si traducono in una crescita del PIL italiano di appena lo 0,5% rispetto al preventivato 0,7%. A questo si aggiunge un clima di incertezza internazionale alimentato dai conflitti in corso che non solo destabilizzano i mercati e le catene di fornitura, ma colpiscono profondamente la fiducia delle famiglie e delle imprese. In particolare, il conflitto in Medio Oriente, oltre a provocare morte e distruzione, rischia di incendiare ulteriormente un quadrante geopolitico vitale, con ripercussioni dirette sui costi delle materie prime e sulla stabilità degli scambi commerciali mondiali. Per quanto concerne l'export provinciale, i mercati mediorientali rappresentano uno sbocco non trascurabile: nei primi nove mesi del 2025 hanno assorbito il 3,4% delle esportazioni totali – pari a 115 milioni di euro su un volume complessivo di 3,3 miliardi – con il ruolo trainante dell'Arabia Saudita che, da sola, vale 74 milioni di euro (2,2% del totale), grazie al forte contributo della farmaceutica. In questo scenario così instabile, la capacità delle donne di fare impresa, integrando culture e visioni diverse, rappresenta una risorsa strategica imprescindibile per la tenuta sociale ed economica della nostra provincia".
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