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L'evento

Il Brunello alla conquista di Londra. Bartolommei: "Aumento costi e guerre danneggiano la prossima stagione e l'export in Asia"

Benvenuto Brunello London, 25 produttori di Montalcino si mettono in mostra in Gran Bretagna: successo con oltre 150 fra buyers e giornalisti di settore

Claudio Coli

25 Marzo 2026, 06:31

Benvenuto Brunello London

Benvenuto Brunello London

Oltre 150 fra buyers e giornalisti accreditati ieri per Benvenuto Brunello London, l’evento organizzato dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino a Londra nella elegante Dartmouth House, nel centralissimo quartiere di Mayfair. Un'importante vetrina in cui si sono messi in mostra 25 produttori montalcinesi, protagonisti di un walk around tasting con stampa specializzata e trade inglese per degustare le ultime annate arrivate sul mercato lo scorso gennaio. Con l’obiettivo di rafforzare la presenza del principe dei rossi toscani in una delle piazze internazionali più rilevanti per i vini di alta gamma. Già nel 2021 i produttori si erano messi in evidenza a Londra, al pari del Sangiovese, ma quest’anno l’appuntamento è stato specifico e incentrato sul tesoro del Brunello.

“Siamo rimasti molto soddisfatti della riuscita – afferma il presidente Giacomo Bartolommei, presidente del Consorziol’affluenza è stata alta, soprattutto il pomeriggio”. Nella stessa giornata si è tenuta anche “Brunello di Montalcino 2021: Decoding the vintage”, la masterclass guidata dal Master of Wine Gabriele Gorelli che ha proposto un’analisi approfondita dell’ultimo millesimo, esplorandone clima, viticoltura ed espressione stilistica attraverso otto vini rappresentativi.

L’analisi di Bartolommei immancabilmente si amplia vista la particolare congiuntura mondiale che mette a dura prova l’economia: “In questa fase – spiega – non assistiamo né a un miglioramento, né a un peggioramento. Viviamo sotto una scure critica, ed il momento è stato messo ulteriormente in discussione da quanto successo in modo repentino in Medio Oriente. Dobbiamo – è la ricetta del presidente - mantenere viva l’attenzione alle quote di mercato, se ci riusciamo possiamo ritenerci soddisfatti di questo 2026”. L’allarme però è riguardo i riflessi delle tensioni geopolitiche: “L’aumento dei costi di materiali e prodotti, come ad esempio carburanti e fertilizzanti, può penalizzare la prossima stagione di coltivazione – avverte – e danneggiare le esportazioni in Asia”.

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