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L'intervista

Turismo a Siena, la ricetta di Nannizzi: "Per movimentare i flussi una grande mostra e un festival della musica itinerante"

Le proposte del riconfermato presidente provinciale Confesercenti: "Le zone economiche speciali per rilanciare i centri storici. Movida, orario della musica fino alle 2"

Claudio Coli

26 Marzo 2026, 05:16

Leonardo Nannizzi (Confesercenti)

Turismo e commercio, il punto di Leonardo Nannizzi (Confesercenti)

Le zone economiche speciali per rilanciare la vita dei centri storici e impedire la desertificazione, più eventi di richiamo tra autunno e primavera per potenziare l’attrattività turistica e commerciale, come ad esempio una grande mostra e un festival della musica itinerante. E' la ricetta anti crisi di Confesercenti Siena, che ha rinnovato gli organismi rappresentativi del territorio confermando per un nuovo mandato come presidente provinciale Leonardo Nannizzi, 66enne imprenditore titolare di un negozio di articoli sportivi in centro a Siena.

-Assume la carica per la terza volta: che sfida è?

Sono felice e gratificato del messaggio di stima ricevuto, accetto il compito in un momento per il commercio assai difficoltoso e delicato. Ma non ci tiriamo indietro: vogliamo combattere per migliorare la situazione in corso, sapendo che questa, tra epidemie, guerre, concorrenza dei colossi del web e altre contingenze mondiali, spesso dipende da cause più grandi di noi.

-Partendo dalla crisi dei centri storici e dei negozi, cosa si può fare?

Come si è intervenuti per impedire lo spopolamento delle campagne, ora bisogna farlo per i centri storici di borghi e città. C’è una desertificazione paurosa, a Siena la situazione è desolante. Senza imprese vengono meno i servizi e le città si svuotano, perdono di identità. Confesercenti è pronta a fare la sua parte con una raccolta firme a livello nazionale per presentare la proposta di legge sulle zone economiche speciali.

-Ci può spiegare meglio? Può essere una soluzione anche per Siena?

Può rappresentare un primo passo per il rilancio dei territori. L’obiettivo è riconoscere il commercio come un attore indispensabile per la sopravvivenza dei centri abitati, sia grandi che piccoli, semplificando l’accesso delle imprese alle agevolazioni e sgravi fiscali per incentivare gli investimenti. La proposta di legge prevede anche l’istituzione di un osservatorio permanente sulla desertificazione commerciale e di un fondo nazionale per la rigenerazione, da finanziare con i proventi della web tax.

-Sul fronte invece del turismo, Siena può fare meglio?

Chiediamo una maggiore continuità degli eventi. Se da Pasqua a settembre solitamente c’è sempre movimento, da ottobre a marzo invece assistiamo a una desertificazione. Dovremmo pensare a una grande mostra in quel periodo, al Santa Maria della Scala o alle Papesse, e nei mesi successivi a un festival della musica, coinvolgendo la Chigiana, il Siena Jazz e il Franci, le nostre eccellenze. Itinerante, magari tra la Fortezza e Piazza del Campo. Poi il turismo sportivo: visto il valore portato da eventi come le Strade Bianche o Ultramarathon, è necessario più integrazione tra il capoluogo e gli altri appuntamenti in giro per la provincia. E sono necessari più parcheggi scambiatori e navette, nonché una maggiore pubblicità di alcuni posteggi, come quello alla stazione o quello di via Ricasoli.

-Infine la sentita questione dei locali della movida e della musica: come si risolve?

Noi chiediamo che l’orario, da allineare, venga spostato fino alle due. La sicurezza, il rispetto delle leggi e il riposo dei residenti sono primari, ma io sono più per una città che vive, il silenzio mi urta. Va trovato un compromesso, meno offerta di intrattenimento porta a meno studenti e quindi meno economie, e già c’è il problema del caro affitti e della mancanza di alloggi.

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