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Economia

Turismo pasquale tra Siena e provincia, operatori soddisfatti ma timore per un futuro di incognite

Il punto di Confesercenti: festività ok per il 65 per cento, 2026 stabile per circa la metà. Preoccupati ricettivi, ristoranti e agenzie

Caterina Iannaci

08 Aprile 2026, 17:35

turisti a Siena

turisti a Siena

Bene il turismo pasquale in provincia di Siena, a completamento di un avvio di stagione non negativo. Emerge questo dalla ricognizione condotta da Confesercenti Siena tra i gruppi di contatto delle varie categorie di imprese associate: la Pasqua è andata bene per il 65 per cento degli operatori, e “molto bene” per almeno uno su dieci. Consensi maggiori soprattutto nel capoluogo e in Valdichiana, più attenuati in Valdelsa. Quasi la metà degli interpellati considera nel complesso “stabile” la valutazione del primo scorcio 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

“Nei giorni scorsi il bel tempo ha battuto il caro-benzina – sintetizza Filippo Grassi, Presidente provinciale Assoturismo – il freddo dei giorni precedenti ci aveva fatto temere molto, ma le presenze si sono fatte vedere, grazie in buona parte alle scelte dell’ultim’ora. Rispettato il copione che vuole la Pasqua un’occasione di viaggio sfruttata soprattutto dagli italiani, anche se le presenze straniere non erano marginali. Ancora una volta, il fattore-clima ha fatto valere la sua rilevanza in occasioni come questa, stavolta in positivo. L’incognita, non climatica ma geopolitica, si avverte ora per le prossime settimane”.

Quasi il 60 per cento degli operatori infatti definisce quantomeno “incerta” la previsione per le prossime settimane, con le incognite maggiori rilevate tra Siena, San Gimignano e la Val di Merse.  “Per le nostre strutture ricettive il peso dei visitatori esteri è preponderante – osserva  Antonio Munafò, Presidente di Assohotel - è per questo che le prossime settimane rischiano di incidere molto più della Pasqua, quest’anno piuttosto anticipata da calendario, e del primo scorcio di 2026”. Moderata la soddisfazione ad oggi delle guide turistiche: “Molte presenze nei giorni scorsi, ma non altrettanto lavoro per noi  – osserva Martina Dei (Federagit) - la Pasqua è per tradizione un momento per viaggi familiari, con meno spazio per tour guidati”. 

Gli interrogativi sul futuro prossimo ricorrono anche tra i pubblici esercizi secondo Giovanni Carli (Fiepet): “Bene la Pasqua nella ristorazione, con gli italiani che hanno compensato qualche presenza in meno dall’oriente. Ora le aspettative sono soprattutto sul turismo europeo, che comunque sarà probabilmente esposto ai rincari energetici e quindi al calo del potere d’acquisto. Il ritorno a un contesto generale meno conflittuale resta la priorità, anche per il nostro settore”. In linea anche le stime di agenzie e tour operator, categoria finora più esposta al contesto globale, come sintetizza Michele Bartalini (Assoviaggi): “sui flussi outgoing, cioè dei senesi che si mettono in viaggio, abbiamo avuto un gran daffare per sostituire mete come le isole del Mediterraneo a Dubai, Oceano indiano e Indocina, che al momento sono bloccate. Sull’incoming la vera incognita è per le prossime settimane: le agenzie sono piene di acconti in stand by, dobbiamo sperare che la situazione in Medioriente si sblocchi davvero entro dieci giorni al massimo, altrimenti diventerà molto dura”.

 

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