L'analisi
Caro affitti per gli studenti
In sei anni, da marzo 2020 a marzo 2026, a Siena il costo degli affitti è cresciuto del 12%. Una cifra persino contenuta rispetto ad altre città (a Bari l’aumento è stato del 59%, a Palermo del 55% e a Firenze del 46%), ma abbastanza pesante da sostenere per tutti coloro che decidono di affittare una casa nella città del Palio. Un discorso che riguarda gli studenti delle due Università, che arrivano a Siena da ogni parte d’Italia e faticano sempre di più a trovare un tetto.
“La maggior parte delle abitazioni a Siena - spiega Elisa Marretti, presidente del Consiglio studentesco e membro di Gioventù Universitaria - viene affittata agli studenti e i proprietari ne sono pienamente consapevoli. Nonostante esista l'opzione del canone concordato, pochi locatori aderiscono. La domanda è talmente elevata che ogni inquilino uscente viene rimpiazzato quasi immediatamente, permettendo ai proprietari di mantenere i prezzi alti.”
Un quadro abbastanza complesso, che si va ad inserire in una situazione ancora più allarmante legata all’inflazione. “L'impennata dei canoni di locazione - afferma Arianna Scarselli, senatrice accademica e membro di Cravos - si accompagna a un aumento spropositato del costo della vita, a fronte di servizi non adeguati agli standard che una città universitaria dovrebbe garantire. L'economia locale si appoggia al turismo, ma dovrebbe investire sugli studenti e sui lavoratori.”
Le criticità non riguardano, tra l’altro, solo i prezzi. “La ricerca è resa ancora più complessa dai filtri discriminatori presenti in molti annunci - spiega Marretti -, che escludono esplicitamente maschi e matricole. Una volta individuato un alloggio, ci si scontra frequentemente con arredi obsoleti e criticità strutturali, come elettrodomestici malfunzionanti o stanze con scarso isolamento termico, gelide in inverno e afose in estate.”
Gli studenti vorrebbero anche più offerte per quanto riguarda le residenze universitarie. “In Toscana il sistema del diritto allo studio è in palese difficoltà - spiega Scarselli - mancano posti nelle residenze e finanziamenti adeguati al welfare. I fondi del Pnrr anziché sostenere gli enti regionali e pubblici per garantire residenze gratuite o a prezzi calmierati, sono stati destinati a multinazionali che speculano sugli studenti.”
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