SIENA
il consigliere dimissionario
Un passo indietro destinato a far rumore. Fabrizio Palermo si è dimesso dal cda di Mps. L'uomo forse più vicino a Caltagirone, che lui stesso tramite la lista del cda uscente aveva indicato come candidato amministratore delegato in caso di vittoria, ha deciso di far da parte "con decorrenza immediata, non condividendo le recenti determinazioni in materia di Governance", fa sapere la banca. La lista del cda perde così un altro componente, dopo Carlo Vivaldi, che ha deciso di restare nel cda di Banca Mediolanum: a questo punto nel consiglio potrebbe ritrovare spazio Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano, rimasto escluso dalla tornata di nomine per mancanza di voti. Al di là di chi prenderà il posto di Vivaldi e Palermo appare evidente la profonda spaccatura all'interno del Consiglio di amministrazione di Mps: distanza acuita dalle nomine per i comitati endoconsiliari. Per altro l'uscita di Palermo arriva in una fase cruciale per la banca, impegnata ad accelerare l'integrazione di Mediobanca e la messa a terra del piano industriale. Proprio piazzetta Cuccia oggi andrà ad approvare i risultati, mentre Mps lo farà lunedì con i conti della prima trimestrale.
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