L'intervista
Roberto Renai, presidente di Acquedotto del Fiora.
Un bilancio solido e la volontà di offrire ai cittadini servizi ancora migliore. Si muove su quest’asse Roberto Renai, presidente di Acquedotto del Fiora.
- Il nuovo piano industriale è appena partito, che Fiora si immagina tra tre anni?
"Un’azienda sempre più a disposizione dei cittadini, sostenibile e innovativa, impegnata a garantire qualità e continuità del servizio. Una rete intelligente, con telecontrollo, intelligenza artificiale e noise logger, orecchie digitali per localizzare le perdite. L’acquedotto oggi è un sistema infrastrutturale complesso, digitalizzato e tecnologico. Inoltre, tra tre anni finirà il debito strutturato contratto nel 2016 per gli investimenti e i soci potranno contare su una società libera da vincoli finanziari".
- Avete dato pochi giorni fa i numeri del bilancio. I 160 euro investiti per abitante come si traducono in termini pratici?
"In investimenti a favore della comunità e del territorio. Gestiamo una rete di oltre 10 mila chilometri e 3 mila impianti, infrastrutture che hanno bisogno di manutenzione e rinnovamento, oltre a costruirne di nuove, come per i depuratori. 450 persone al lavoro ogni giorno, che non smetterò mai di ringraziare, in un territorio di oltre 7.500 chilometri quadrati, quasi quanto l’Umbria. Nel 2025 abbiamo messo a terra 60,2 milioni di investimenti, 160 euro per abitante, il punto più alto mai raggiunto, grazie anche ai finanziamenti Pnrr che il Fiora ha saputo ottenere, insieme all’Autorità Idrica Toscana, e tradurre in opere".
- Nel caso del Pnrr sono finanziamenti “extra tariffa”, che non gravano sulle bollette…
"Esatto, su 60,2 milioni di investimenti ben 14 provengono da contributi extra tariffa, una capacità preziosa che abbiamo potenziato. La gestione del servizio idrico integrato è un processo industriale e urgono finanziamenti strutturali pubblici e continuativi, non può basarsi unicamente sulla tariffa, non è socialmente sostenibile".
- Su questo, dato che i numeri di Fiora sono buoni, è possibile un alleggerimento delle bollette?
"Il nostro sistema regolatorio fa sì che per raggiungere gli obiettivi di qualità tecnica e contrattuale occorrano investimenti, se non vogliamo rischiare penalità di carattere economico. Al contrario, abbiamo ottenuto premialità da Arera per la Qualità Tecnica. Abbiamo introdotto il Bonus Fiora per sostenere la fragilità sociale e aiutare chi è in difficoltà, interamente finanziato dall’azienda. Una riflessione: in uno scenario internazionale caratterizzato da guerre e tensioni geopolitiche le tariffe del settore idrico, in quanto mercato regolato e legato al territorio, non hanno risentito delle conseguenze sui prezzi come gli altri servizi a rete. L’impatto è semmai indiretto, il caro energia ricade su costi per impianti e reti".
- La riduzione delle dispersioni della rete idrica cosa comporta per gli utenti?
"In sette anni abbiamo ridotto le perdite di oltre il 10%, dal 46% del 2019 al 34,9% del 2025, con un risparmio di 45 milioni di metri cubi d’acqua. Questo comporta la diminuzione delle spese energetiche, sostenibilità, efficienza di reti e impianti".
- Negli ultimi mesi avete portato avanti interventi importanti, come quello nell’anello di piazza del Campo. Siena come è messa sulla rete idrica?
"In piazza del Campo manca solo l’ultimo tratto dell’anello. È un intervento epocale, con la sostituzione di pezzi ultracentenari di condotta ora conservati nel nostro Museo dell’Acqua a Vivo d’Orcia, che vi invito a visitare, insieme alla sorgente dell’Ermicciolo. Siena dal punto di vista idrico è al top, le perdite nel 2025 si attestano al 20,7%, oltre 24 punti in meno della media nazionale del 45,1%. Gli investimenti dell’ultimo triennio superano i 7,6 milioni. Vogliamo rafforzare ancora di più la resilienza idrica".
- Altra nota di rilievo sono le casine dell’acqua, che via via inaugurate. Oltre agli aspetti pratici, nei piccoli paesi svolgono anche una funzione sociale, non trova?
"In un mondo che crea divari tra aree metropolitane e aree interne, abbiamo scelto in controtendenza di installare casine dell’acqua anche nei piccoli borghi e frazioni più isolate: sono un presidio di socialità laddove tendono a chiudere negozi e servizi. Per noi non esistono territori di serie A e di serie B".
- La nuova giunta regionale è nata sotto la stella di un grande dibattito sull’acqua pubblica, qual è il suo punto di vista?
"Oggi in Toscana, con un settore idrico ai massimi livelli, ci possiamo permettere una discussione libera sul miglior modello possibile della gestione dell’acqua grazie a 25 anni di gestione industriale con la presenza anche di partner privati. Questo non è sicuramente un limite per il futuro, ma un punto di partenza per impostare il ragionamento, con la consapevolezza che se siamo qui, a questo livello, non è solo merito del territorio. Ciò che mi chiedono maggiormente i cittadini non è quale sia il modello di gestione, ma che venga garantito il miglior servizio al minor costo possibile. Questo è l’obiettivo su cui noi siamo concentrati".
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