Siena
Sette pietre d'inciampo per ricordare le storie di altrettanti senesi strappati all'affetto dei loro cari per vivere una tragedia. Da ieri Siena si è ulteriormente arricchita di memoria, dopo le due precedenti installazioni del 2015. La collocazione delle nuove pietre d'inciampo, poste davanti agli ingressi delle abitazioni di deportati nei campi di concentramento nazionalsocialisti nel 1943, ha riguardato via della Diana 35 per Ubaldo Belgrado; Pian dei Mantellini 22 per Gina Sadun Nissim, Graziella Nissim e Marcella Nissim; via Stalloreggi 89 a memoria di Ernesta Sadun Brandes; e Viale Cavour 142 in ricordo di Gino Sadun ed Adele Ayò Sadun.
Alla cerimonia, a cui erano presenti oltre cento persone tra cui le istituzioni cittadine e la comunità ebraica con il labaro (assente all'ultimo momento l’artista Gunter Demnig), ha preso parte il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio. "Il ricordo deve essere costante - ha detto - ma questa iniziativa è una promessa per il futuro: mai più. E’ la memoria di tanti figli di Siena strappati violentemente alla città e alle famiglie. Questa memoria appartiene a tutti".
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