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Siena

Contrada della Torre-Catania: un’unione in nome dell’elefante

Il priore Bianchi ricevuto dal sindaco: “Già negli anni ‘60 c’era stato un approccio simile dei nostri contradaioli”

Vincenzo Battaglia

13 Febbraio 2026, 06:26

Catania-Torre

Il sindaco di Catania col Priore della Torre Bianchi

Un rapporto nato in nome delle comuni affinità simboliche e culturali, tra una contrada e una città, come fatto in passato dalla Chiocciola con Venezia e dall’Aquila con l’omonima città abruzzese: la contrada della Torre ha stretto un legame molto forte, una sorta di gemellaggio, con la città di Catania. Il priore del popolo di Salicotto Massimo Bianchi, insieme al provveditore alla cultura Luca Bonomi, è stato invitato in Sicilia dal sindaco catanese Enrico Trantino in occasione dei festeggiamenti per Sant’Agata, patrona della città etnea. A fare da trait d’union non è stato il colonnello della guardia di finanza Pietro Sorbello, originario proprio di Catania.

"Il primo legame - afferma Bianchi - è il simbolo della città, che è anche quello della nostra contrada, l’elefante. Ma ne abbiamo trovati anche altri che in qualche maniera sono da approfondire. Quest’anno a Catania la festa era particolarmente importante, perché c’erano i 900 anni del Giubileo Agatino, quindi del rientro delle spoglie di Sant’Agata in città da Costantinopoli. Il sindaco ci ha ricevuto, abbiamo fatto un giro della città alla ricerca delle tradizioni, guidati da professori locali e siamo entrati in contatto con questa realtà. Non è stato un vero e proprio gemellaggio, ma un incontro sulla base di un’identità simile."

I festeggiamenti in onore di Sant’Agata hanno un’affinità con Siena: "Ricordano - spiega Bianchi - quelli in onore di Sant’Ansano, c’è la stessa partecipazione popolare". Non è la prima volta che la Torre prova a scoprire le sue affinità con la città di Catania: "I più vecchi della nostra contrada - racconta Bianchi - ci hanno ricordato che già negli anni '60 un gruppo di torraioli era andato a Catania per una cosa simile. Tuttavia nell’archivio non abbiamo trovato nulla di tutto ciò, per cui abbiamo solo dei ricordi orali di chi fece parte di quella spedizione. In futuro, invece, proveremo a ospitare una delegazione di catanesi magari in occasione della nostra festa titolare oppure per il Palio, in maniera tale da poter in qualche modo ricambiare la loro cortesia".

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