Siena
Il Comune di Siena, con la delibera di giunta del 10 febbraio 2026, ha approvato il Codice deontologico rivolto ai medici veterinari, un atto che mira a definire regole, doveri e responsabilità per i professionisti coinvolti nelle attività legate al Protocollo equino e alle Commissioni veterinarie del Palio. L'atto ha l'obiettivo dichiarato di assicurare imparzialità, integrità, terzietà e corretto esercizio delle funzioni nell'ambito della Festa, ma non è passato inosservato alle organizzazioni professionali. L'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) ha chiesto formalmente il ritiro immediato del Codice, definendolo un "indebito eccesso regolatorio" e ribadendo che la deontologia non può essere regolata da un ente locale. La Federazione nazionale dell'Ordine dei medici veterinari italiani (Fnovi) ha diffidato Palazzo Pubblico, sostenendo che la normativa deontologica rientra esclusivamente nelle proprie competenze.
Nel dibattito interviene Monica Casciaro, consigliera di Siena Sostenibile, secondo la quale "ci troviamo di fronte a un tema delicato, che tocca la professionalità dei veterinari e il rispetto delle norme nazionali. È fondamentale chiarire quali siano le competenze di un ente locale e quali possano essere i margini di intervento sul fronte deontologico. La trasparenza e il dialogo sono strumenti imprescindibili per evitare incomprensioni e contestazioni". Casciaro mette sul tavolo anche alcuni punti chiave: "Sarebbe opportuno verificare se siano stati consultati preventivamente Anmvi, Fnovi o l'Ordine provinciale dei medici veterinari di Siena prima dell'approvazione del Codice, o se in futuro si intenda farlo. Solo così possiamo garantire che le regole locali non si sovrappongano in modo conflittuale alla normativa nazionale e che i diretti interessati possano operare senza limitazioni o incertezze sul piano disciplinare".
Oltre agli aspetti procedurali, la consigliera sottolinea l'importanza pratica delle scelte adottate: "Serve chiarire quali effetti vincolanti avrà il Codice sull'attività dei professionisti chiamati a operare per l'ente, in termini di responsabilità, eventuali implicazioni disciplinari e libertà di esercizio. Solo con queste informazioni sarà possibile valutare se confermare, modificare o ritirare la delibera".
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