Arte
Alberto Benocci, priore del Valdimontone
C’è un gesto semplice, quasi automatico, che tutti conoscono: prendere una moneta, chiudere gli occhi e affidarle un desiderio. Da lì nasce un’attesa silenziosa, sospesa, che non sai mai se e quando troverà risposta. È proprio dentro quello spazio indefinito che prende forma Come sta la luna?, la nuova opera di Serena Fineschi pensata per il Valdimontone. Non è un lavoro che si limita a essere osservato: è qualcosa che appartiene a chi lo ha reso possibile.
Più di 15 mila monete donate dai contradaioli compongono una grande sfera, una sorta di pianeta che trova posto sulla parete dell’oratorio della Santissima Trinità. A guardarlo da vicino, non è solo materia: è un accumulo di intenzioni, speranze, piccoli sogni lasciati lì da generazioni diverse. Il progetto si inserisce in un percorso che la Contrada porta avanti da alcuni anni, con l’idea di far dialogare la propria storia con il linguaggio dell’arte contemporanea. Un cammino che ha radici lontane, già negli interventi legati a Giovanni Michelucci, e che più recentemente ha coinvolto artisti come Francesco Carone e Marco Acquafredda. Qui però c’è qualcosa in più. Tra le monete, 3.300 sono in oro a 24 carati: un numero che corrisponde agli attuali protettori della Contrada, idealmente affiancati a chi c’era prima e a chi verrà. È un modo concreto per rendere visibile il tempo, per tenerlo insieme invece di dividerlo. Il titolo riprende una domanda antica, quella che Leonardo da Vinci si poneva osservando il cielo.
L’opera verrà inaugurata il 21 aprile alle 17.30, durante la festa titolare, alla presenza dell’autrice, del priore Alberto Benocci e di Santa Nastro, vicedirettrice di Artribune. Probabilmente farà lo stesso effetto delle monete nelle fontane: costringerà tutti a fermarti un attimo, a guardare, e magari a pensare a quel desiderio che non hai mai smesso davvero di aspettare.
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