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Siena

Il coordinatore comunale di Fratelli d'Italia Alessandro Manganelli replica ad Anna Ferretti: "Macché ferma, la città ora è viva"

L'esponente di Fdi ribatte alle critiche della capogruppo Pd: "Da Beko al Biotecnopolo, l'amministrazione è attenta e sta lavorando"

Gennaro Groppa

11 Gennaio 2026, 07:10

alessandro manganelli

Alessandro Manganelli (coordinatore comunale di Fratelli d'Italia a Siena)

“Se si sostiene che la città ora è ferma allora mi verrebbe da dire che quando la amministrava la sinistra era immobile”. Alessandro Manganelli, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, rigetta le accuse di immobilismo formulate dalla capogruppo del Pd in consiglio comunale, Anna Ferretti, e ribatte ricordando l’operato della giunta comunale guidata dal sindaco Nicoletta Fabio nella vertenza Beko, nei lavori pubblici conclusi, nell’attività culturale.

- Alessandro Manganelli, Anna Ferretti dice che Siena è ferma e che non ci sono progetti per il futuro: lei vuole rispondere a queste parole?

Rispondo che la città era ferma quando la amministrava la sinistra. Cosa ha lasciato il Pd per il futuro di Siena e per quei giovani che secondo Anna Ferretti ora se ne vanno? La mia impressione è che invece adesso la città stia cercando di essere propositiva, anche se si deve capire che rispetto al passato va cambiata la mentalità. Potrei fare molti esempi a sostegno della mia tesi.

- Prego.

Anna Ferretti parla di un Biotecnopolo che procede a rilento. Ma di tempo ne è stato perso anche prima. Giorgia Meloni è la presidente del Consiglio da tre anni, non da dieci. E prima il Governo nazionale da qui non era raggiungibile, non c’erano rapporti. Leggo che la città ora viene definita ferma: a mio avviso in precedenza era immobile. Stiamo vivendo una crisi occupazionale, è vero: ma siamo il primo Comune che è entrato in un’operazione di acquisizione di un sito industriale, in viale Toselli. Poi ci sono ottime attività culturali. E per il Capodanno Siena era piena di persone. Un evento di quel tipo può piacere o non piacere, ma se non avessimo organizzato niente ci avrebbero accusato di non essere in grado di dare vita a grandi eventi. Non dimentichiamo i lavori pubblici: Anna Ferretti dice che stiamo concludendo dei progetti vecchi, ma mi pare che questi interventi si vadano a concludere ora, con il sindaco Fabio, e che ciò non sia successo né con il sindaco Valentini né con quelli che lo hanno preceduto. A Siena c’erano risorse ingentissime, e cosa hanno lasciato? Un auditorium forse? No, nemmeno quello. Noi vorremmo invece realizzarlo. Per tanti anni a Siena c’è stata la politica delle erogazioni a pioggia, ce lo ricordiamo bene...

- Il commercio continua a essere in difficoltà: chi avanza critiche ricorda le tante chiusure di attività che si sono verificate.

Anna Ferretti ha fatto l’assessore e non viene da Marte, quindi sa bene qual è la situazione e com’è la realtà delle cose. Ci sono affitti alti, e chiusure si verificano anche a Firenze, a Livorno, a Lucca. Quali strumenti può avere un Comune per affrontare una situazione complicata come questa? Se lei ha la risposta può suggerircela in consiglio comunale.
- Quali sono i risultati ottenuti dalla giunta del sindaco Fabio che la soddisfano maggiormente?
Andava messo mano su tante questioni e argomenti. A me piacciono molto la grande capacità di ascolto del sindaco Nicoletta Fabio, la proposta culturale di questo Comune, il fatto che si sta tentando di rilanciare un luogo molto importante come il Santa Maria della Scala portandovi turisti e anche senesi. Perché anche nei senesi ci sono ancora difficoltà a varcare quella soglia. Ecco, il Santa Maria della Scala: dopo il sindaco Piccini quel luogo è stato lasciato a se stesso, ora finalmente si sta tentando un rilancio e i soldi per ottenere risultati sono stati trovati. Lo stesso discorso vale per il Siena Jazz, dove la situazione è adesso positiva. Nicoletta cerca di risolvere le situazioni con le risorse disponibili per il Comune, e con qualche bando che può far arrivare finanziamenti. Il Comune va avanti con le proprie forze, forse qualcuno non si è ancora accorto che la situazione è cambiata rispetto a qualche decennio fa.

- Si riferisce a questo quando parla di un necessario cambiamento di mentalità?

Mi riferisco anche a idee imprenditoriali che oggi servirebbero ancora di più rispetto al passato. Non possiamo aspettare che arrivi qualcosa che non arriverà più.

 Foto Laura Guida

- Per alcuni anni si è detto che il Biotecnopolo potrà essere cruciale nello sviluppo futuro di Siena: sarà così?

Non sono un tecnico e non so dire quale sviluppo potrà avere. La cosa sicura, però, è che adesso il Biotecnopolo ha una sede, ed è a Siena. Non mi sembra una cosa da poco. Così come ritengo che non sia semplice mettere d’accordo quattro ministeri. Questi fatti sono già una realtà, io ovviamente mi auguro che questo ente possa assorbire tante professionalità che escono dalla nostra università.

- Il futuro del polo industriale in viale Toselli è adesso una partita decisamente importante per l’amministrazione.

La giunta è al lavoro per cercare di dare un futuro e uno sviluppo al polo industriale di viale Toselli. Vanno trovate aziende che vengano a Siena stabilmente e che diano occupazione ai 154 lavoratori rimasti, e magari anche ad altri. L’amministrazione in questa vertenza ha fatto tutto quello che doveva fare, e ribadisco che è una situazione unica che un Comune sia entrato in una società per l’acquisizione di un sito industriale.

- Questa azione è stata favorita da una vicinanza politica e di rapporti con il Governo nazionale?

Sicuramente. Il sindaco Nicoletta Fabio e il vicesindaco Michele Capitani hanno battuto tanto su questo tema e hanno fatto moltissimi viaggi a Roma. Non è mai venuto meno il sostegno nei confronti dei lavoratori, ma ciò rientra in quella che è la nostra visione. Non vogliamo mai lasciare indietro nessuno. Pensando anche al lavoro dell’amministrazione nella vertenza Beko come si fa a dire che la città è ferma?

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