Mercoledì 04 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il caso

Scuole accorpate, la rabbia della politica. Tuona Marrucci: "Scelta sbagliata e miope"

Forte critica da parte di Bezzini e del sindaco di San Gimignano: "Si va a creare un istituto da quasi 1400 studenti: il Governo garantirà docenti e personale?"

Claudio Coli

30 Gennaio 2026, 06:18

Andrea Marrucci

Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana

È arrivata l’ufficialità: i tanto attesi e temuti accorpamenti scolastici sono adesso realtà. Ieri è stato pubblicato il decreto dell'ufficio scolastico regionale che mette nero su bianco sul piano di demansionamento della rete scolastica per l'anno 2026-2027, adottato dal commissario ad acta a seguito dell'esercizio del potere sostitutivo del governo nei confronti della Regione Toscana. Ed è subito furente la polemica politica e sindacale. Per la provincia di Siena non ci sono sorprese dell'ultima ora. L'istituto Folgore San Gimignano va ad accorparsi con l'Ic2 Poggibonsi, la scuola secondaria San Bernardino con l'Ic Jacopo della Quercia. Sono queste le due novità più rilevanti, mentre la scuola dell'infanzia Policarpo Bandini e la primaria Saffi, che facevano parte del comprensivo della San Bernardino, sono state spacchettate. La prima è andata nell'Ic Tozzi Siena, la seconda nell'Ic Cecco Angiolieri.

Ferma la critica di Flc Cgil Siena, che “esprime contrarietà a questo modello di dimensionamento, che non risponde a criteri educativi o territoriali ma a logiche esclusivamente quantitative e di contenimento della spesa. Gli accorpamenti determinano effetti concreti negativi sul personale e sui territori: riduzione delle autonomie scolastiche, aumento delle reggenze, peggioramento delle condizioni di lavoro di dirigenti scolastici, Dsga, personale amministrativo e collaboratori scolastici; rischio di perdita di posti di lavoro, in particolare per il personale Ata; indebolimento dell'offerta formativa e della progettualità educativa; ulteriore marginalizzazione delle aree interne, montane e periferiche. Grave, inoltre – conclude la sigla - il metodo utilizzato: un intervento commissariale che ha esautorato il confronto democratico e il coinvolgimento reale delle comunità scolastiche, degli enti locali e delle parti sociali”.

Non lesina critiche aspre anche il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci. “Scelta sbagliata e miope, un taglio in purezza - tuona. - Verrà fuori un istituto con 1370 alunni, uno dei più grandi in Toscana. La domanda al governo è: la scuola avrà un numero adeguato di insegnanti e personale? Noi cercheremo di limitare il più possibile i disagi a ragazzi e famiglie”.

Il decreto del governo - commenta infine Simone Bezzini, capogruppo Pd in consiglio regionale - rappresenta un colpo pesante all'autonomia del sistema formativo pubblico toscano. Siamo di fronte a una vera e propria forzatura, che non si basa sui numeri reali della popolazione studentesca. Una scelta che la nostra Regione ha contrastato fin dal primo momento”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie