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Siena

Confronto dei socialisti per un “sì ragionato” al referendum

Il dibattito in vista del voto del 22 e 23 marzo si è tenuto a Palazzo Patrizi

Caterina Iannaci

14 Febbraio 2026, 19:36

socialisti

I socialisti si sono confrontati sul referendum sulla giustizia. L’iniziativa, intitolata “Verso una giustizia moderna. Il coraggio della riforma”, è stata organizzata dalla Federazione provinciale di Siena del Partito Socialista Italiano ed effettuata ieri a Palazzo Patrizi nell’ambito delle iniziative per il sostegno del Sì al referendum del 22 e 23 marzo prossimi. Nell’occasione gli interventi di Bobo Craxi, presidente del comitato referendario del Psi, e dell’avvocato Mirko Mecacci, componente del comitato nazionale referendario Psi. Il segretario provinciale del Psi, Alfredo Ardanese, ha portato i saluti introduttivi.

“Il Psi – dichiara Alfredo Ardanese – sostiene un Sì ragionato per un giudice terzo e imparziale e per un Pm autonomo e indipendente, in continuità con la posizione già presa dal partito nel giugno 2022 in occasione del referendum sulla separazione delle carriere. Un Sì, quello dei socialisti, che viene da lontano per una riforma della giustizia in Italia iniziata alla fine degli anni Ottanta con la riforma del processo penale voluta da Giuliano Vassalli, insigne giurista e ministro socialista”.

“Come Psi - afferma ancora il segretario Ardanese - ci siamo posti un principio fondamentale. La fiducia nella giustizia nasce solo laddove chi giudica sia realmente indipendente. Condurremmo questa battaglia per il sì alla separazione delle carriere in coerenza con la nostra storia, con i nostri valori, con l’obiettivo di allargare i confini del centrosinistra. Siamo consapevoli che per molti partiti della coalizione di centrosinistra l’orientamento è diverso, ma esistono sensibilità differenti a cui noi vogliamo dare voce e rappresentanza”.

“Il nostro obiettivo - prosegue Ardanese - è impedire che la destra più populista diventi l’unico riferimento garantista: il nostro è un dibattito di merito sulle riforme, non un appoggio al centrodestra. Questa non è una riforma contro qualcuno, ma una riforma per il Paese. È una sfida di modernità che ci allinea alle grandi democrazie liberali”.

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