La scelta
Il notaio Coppini sarà il nuovo presidente di Fondazione Mps
È dunque il notaio Riccardo Coppini ad avere risolto l'impasse e ad avere messo tutti d'accordo per la presidenza della Fondazione Mps. Figura "istituzionale", un professionista senese a cui non possono essere addossate etichette di partito, un notaio molto conosciuto e apprezzato in città, anche nel mondo politico e istituzionale. È un profilo cittadino, come era stato richiesto e auspicato da più parti, un uomo di contrada, capitano bivittorioso dell'Onda, con i trionfi sul tufo nel luglio 2012 e nell'agosto 2013.
Un esponente, insomma, che alla fine è piaciuto da ambo le parti, e che infatti proprio per queste caratteristiche anche in passato era stato tirato in ballo e ipotizzato per ruoli che potremmo definire "super partes" o di garanzia. Riccardo Coppini, 71 anni, conosce da un punto di vista tecnico questo ambiente, dato che per quindici anni con la sua professione notarile ha seguito gli atti della Fondazione Mps. Sarà lui a raccogliere il testimone da Carlo Rossi, per otto anni a capo di Palazzo Sansedoni.
Deputazione amministratrice
Per quanto riguarda la deputazione amministratrice i nomi in lista dovrebbero essere quelli dell'attuale vicepresidente Monica Barbafiera e di Franco Vaselli, che verrebbero confermati; e ai quali dovrebbero aggiungersi l'ex prefetto di Siena (successivamente è stato anche prefetto di Milano) Renato Saccone e l'avvocato Filomena Convertito. Restano residue le speranze di un ingresso in lista per Alessandro Piccini.
L'accordo su Coppini
L'accordo è stato quindi trovato sul nome di Riccardo Coppini, dopo alcuni giorni nei quali i colloqui erano andati avanti senza arrivare a una soluzione condivisa. Che non si è realizzata relativamente alla possibilità di vedere Pier Luigi Fabrizi alla guida di Palazzo Sansedoni. Tale ipotesi era da tempo assolutamente viva e a Fabrizi, che siede in deputazione generale, alcuni esponenti dell'area di centrosinistra avevano pensato per il dopo Carlo Rossi. Il nome, non è un mistero, non piaceva al deputato di Fratelli d'Italia, Francesco Michelotti, che nel settembre scorso aveva dichiarato: "Siena può esprimere una classe dirigente autonoma e di qualità, per questo fra qualche mese non accetteremo di fare da passacarte. Crediamo sia arrivato il momento di dire basta agli ultra settantenni". Il centrodestra, con i quattro voti degli esponenti di nomina comunale presenti nella deputazione generale, voleva ovviamente far valere il proprio peso. Quanto meno, come poi è stato, per una soluzione di convergenza e di compromesso.
L'ipotesi Fabrizi è definitivamente sfumata a quarantotto ore dal voto di oggi, con l'evidenza che il suo nome non sarebbe riuscito a raggiungere gli 11 sì da parte dei deputati generali di Palazzo Sansedoni. Da qui il comunicato dell'ex presidente di Banca Mps: "Mi è stata chiesta da alcuni deputati generali - la sua ricostruzione - la mia eventuale disponibilità ad assumere la Presidenza alla scadenza del mandato di Carlo Rossi ed io ho espresso il mio assenso, ringraziando per l'onore e per la fiducia ma anche precisando che tale assenso era subordinato alla sussistenza di alcune condizioni prima fra tutte quella di non essere coinvolto in contrapposizioni di natura politica e di raccogliere auspicabilmente il consenso di tutti e questo in linea con il mio essere un tecnico, da sempre senza alcuna tessera in tasca se non quella di Protettore della Nobil Contrada del Bruco".
Il rischio di un rinvio nella decisione o addirittura lo spauracchio del commissariamento, che nei fatti è rimasto comunque sempre lontano, è stato evitato dal nome di Coppini. Evidentemente più "spendibile" con le varie anime politiche presenti nella deputazione generale. La lista, unica quindi, dovrà essere presentata entro le ore 12,30. Due ore più tardi inizierà la riunione della deputazione generale. Che porterà il notaio Riccardo Coppini alla guida di Palazzo Sansedoni.
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