L'intervento
Il Sindaco Nicoletta Fabio in Consiglio
“La sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile”. Con queste parole il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio di ieri dal gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna Ferretti, Luca Micheli, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni) sui punti nascita e sulla necessità di rivedere i loro parametri: cosa ha fatto e cosa ne pensa il Comune capoluogo di Siena.
“Quello dei punti nascita – ha detto il Sindaco - è un tema che va affrontato con serietà, il quadro descrittivo dell’interrogazione appare coerente alla realtà numerica che peraltro interessa l’intero nostro Paese ed anche altri Paesi europei. Diverso è, però, il quadro descrittivo dei punti nascita in esame: Siena, capoluogo e struttura sanitaria di riferimento, geografico e specialistico, vede anch’essa una riduzione delle nascite, ma trova, di contro, un livello assistenziale non a caso di secondo livello in ambito ostetrico e ginecologico. Occorre, quindi, partire da un ragionamento sulla sicurezza clinica nel momento più delicato: il parto e le possibili emergenze ostetriche/neonatali. In questo caso il bene primario da tutelare è la vita e la salute della madre e del bambino. La qualità dell’assistenza al parto si misura nella capacità del sistema ospedaliero e sanitario di garantire standard organizzativi, gestione delle urgenze, continuità assistenziale e presa in carico appropriata. Gli standard Oms per migliorare la qualità dell’assistenza materna e neonatale insistono su alcuni elementi fondamentali: personale competente, assistenza basata su evidenze, capacità di risposta alle complicanze, trasporto efficace, continuità e sicurezza del percorso. Questo determina il fatto che non basta ‘avere un punto nascita’ anche con ottimi specialisti e professionalità, perchè occorre che ciascuna struttura dedicata sia messa nelle condizioni di lavorare in sicurezza ventiquattro ore su sette giorni e di gestire tempestivamente complicanze che possono diventare drammatiche in pochi minuti”.
“Nel corso degli anni – ha spiegato ancora - il Comitato Percorso Nascita Nazionale è intervenuto per rendere possibile l’abbassamento delle soglie di natalità richieste dall’accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 (‘Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo’), permettendo di mantenere in attività punti nascita al di sotto di cinquecento parti/anno, a condizione che venisse dimostrata e avallata dal Comitato percorso nascita nazionale, la situazione di disagio orogeografico e la presenza di tutti i requisiti e gli standard previsti dall’accordo. È stato, pertanto, predisposto un Protocollo metodologico per la richiesta di deroga con il quale le Regioni chiedono al Comitato di esprimere un parere sulla persistenza dei punti nascita. Alla base di una norma di buon senso partorita durante il governo Renzi, non si è, quindi, introdotto un automatismo, bensì un’istruttoria basata su requisiti clinico-organizzativi e condizioni territoriali, circostanza che deve, in primo luogo, impegnare ciascuna regione all’interno della sua organizzazione ospedaliera a rendere attuabili questi aspetti e impegnarsi per ottenere le deroghe ad hoc”.
“Ciò in quanto prima di chiedere a qualsivoglia governo in carica di abbassare le soglie perché c’è denatalità – ha aggiunto Fabio -, occorrerebbe considerare che in questo campo la denatalità non riduce la complessità clinica, anzi spesso è fattore che l’aumenta (età materna più alta, comorbidità, gravidanze più a rischio). La sicurezza clinica e sanitaria dipendono dalla capacità di mantenere competenze, team completi, prontezza operativa e continuità ed è altrettanto vero che il tema dei volumi esiste perché, in sanità, c’è evidenza scientifica che dimostra come strutture con volumi adeguati hanno più probabilità di garantire équipe complete e migliori esiti, specie nelle complicanze. È bene che la politica seria, pretenda che ogni punto nascita, se mantenuto, lo sia alle condizioni cliniche corrette; se queste condizioni non sono garantibili, la responsabilità è potenziare la rete e garantire percorsi sicuri verso i presidi più adeguati”.
“Fermo restando quanto sopra – ha proseguito Nicoletta Fabio -, è importante che passi il concetto che la sicurezza clinica non può essere subordinata a logiche di campanile perchè un aspetto fondamentale è il miglioramento dell’organizzazione al fine di poter dimostrare anche da parte delle regioni che esistono le condizioni di sicurezza per chiedere le deroghe. Pertanto, quello che come amministrazione comunale chiediamo prioritariamente è che: venga garantita sicurezza clinica alla madre e al nascituro e quindi l’impegno per deroghe giustificate da condizioni territoriali e garantite da requisiti clinico organizzativi; siano rafforzati i servizi di prossimità attraverso l’attività dei consultori per la presa in carico, venga potenziato il trasporto assistito ed il collegamento con i centri. Poiché nel parto è a rischio la vita stessa, occorre perciò motivare molto bene le deroghe alla soglia nazionale con una efficientissima organizzazione sanitaria, un personale adeguato e strutture e strumenti in grado di garantire soluzioni efficienti e sicure per le diverse tipologie di complicanze”.
“Non si può, inoltre, sottacere – ha concluso il Sindaco di Siena - che le carenze di personale medico, infermieristico e ostetrico rendono il lavoro degli operatori assai impegnativo. Questo impegno è ancor maggiore per l’ospedale Santa Maria alle Scotte in tutti i casi di accoglienza, obbligatoria, delle donne in gravidanza provenienti per trasferimento dalle strutture di Campostaggia e Nottola che vanno ad affiancare tutte quelle geograficamente in carico alle Scotte, ciò senza dimenticare le attività universitarie di didattica e di ricerca che gravano sul nostro Policlinico. Di fatto, quindi, Le Scotte hanno già le caratteristiche ed i presupposti per mantenere il ruolo di Hub a cui fanno riferimento gli interroganti, ma proprio per rafforzare questo principio e comprendere se le politiche in atto di reclutamento e mantenimento del personale siano coerenti con tale obiettivo, attenzionerò senz’altro la problematica accogliendo l’invito dell’interrogante inserendo tale questione all’ordine del giorno di un prossimo incontro con i vertici delle due aziende”.
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “ringrazio la Sindaco per la risposta, che mi lascia soddisfatto per il suo impegno a porre la questione della garanzia dei punti nascita nel prossimo incontro con i vertici di azienda ospedaliera ed Asl; meno soddisfatto rispetto all’impegno che noi chiedevamo, oltre che come Comune, anche come Capoluogo, con l’obiettivo di tutelare anche i punti nascita di Nottola e di Campostaggia. Si viene da un precedente Consiglio comunale dove si parlava del pericolo per Siena di perdere la Corte di Giustizia tributaria. La difesa delle funzioni strategiche del nostro Capoluogo è essenziale per il futuro di Siena e dell’intera Provincia. Così, va salvaguardato il ruolo di hub del nostro policlinico rispetto all’Area vasta, di Arezzo e di Grosseto, ed i punti nascita di Campostaggia e Nottola. Questo significa garantire salute, futuro demografico e competitività economica all’intera provincia senese e la sua centralità rispetto ad Arezzo e Grosseto e alla Toscana. Inoltre, è importante difendere e valorizzare le cliniche universitarie e tutte le professionalità e competenze ospedaliere che garantiscono ogni giorno il servizio dei punti nascita. Mi appello dunque al Comune di Siena perché si comporti da Capoluogo e faccia fronte comune con la Provincia, l’Università, l’Azienda Ospedaliera Universitaria, la Usl sud est e la Regione Toscana per difendere e promuovere i punti nascita sul nostro territorio”.
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