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Tennis

Dai campi di Sinalunga all'Australian Open: "Quante emozioni nel match contro Novak Djokovic"

Intervista a coach Giovanni Galuppo, l'allenatore di Francesco Maestrelli che ha sfidato Nole a Melbourne

Gennaro Groppa

01 Febbraio 2026, 05:27

Maestrelli contro Djokovic

Dai campi di Sinalunga fino al match giocato all’Australian Open contro Novak Djokovic. Sembrava un sogno ma è divenuto realtà: il 23enne tennista pisano Francesco Maestrelli ha scritto quella che fino a questo momento è stata la più bella pagina della sua ancora giovane carriera sportiva. Maestrelli in Australia ha superato le qualificazioni e ha vinto anche la partita del primo turno dello Slam, giocata contro un numero 60 dell’Atp come il francese Terence Atmane. A quel punto Maestrelli si è ritrovato sul centrale di Melbourne, a sfidare una leggenda vivente del tennis come Djokovic, che lo Slam australiano lo ha già vinto in carriera per ben dieci volte e che complessivamente ha trionfato in 24 Slam. Nessuno nella storia di questo sport è mai riuscito a fare tanto.

Ed ecco che Maestrelli, dai campi di Sinalunga, si è ritrovato a giocare contro il grande Nole. E’ un momento che certamente ricorderà tutta la vita, e comunque il toscano se l’è giocata. Alla fine Djokovic si è imposto con il risultato di 6-3, 6-2, 6-2. Dopo questo Slam Maestrelli si ritroverà attorno alla posizione numero 110 del circuito professionistico; le sue prestazioni in Australia gli permetteranno di guadagnare una trentina di posizioni in classifica.

L’allenatore di Francesco Maestrelli è Giovanni Galuppo. Che è uno degli animatori e dei grandi protagonisti di un club che ormai è tra i più importanti della Toscana come il Tc Sinalunga. Una realtà viva, frequentata da tanti sportivi, con una squadra nella serie A maschile di tennis, una in serie B, e un’altra ancora nella serie B femminile. Galuppo lavora per la crescita del club, e da pochi giorni è tornato dall’Australia dove ha vissuto da coach l’esperienza e il cammino di Francesco Maestrelli.

- Coach Galuppo, quali sono state le emozioni provate nell’esperienza vissuta agli Australian Open?

Sono state le emozioni legate a una prima volta. Già Francesco aveva partecipato alle qualificazioni di un torneo dello Slam, ma mai era riuscito a entrare nel tabellone principale. Sono state anche le sue prime partite sui cinque set, e per la prima volta ha vinto una gara dello Slam, quella contro il francese Atmane. Così si è ritrovato sul centrale, a sfidare Djokovic: se l’è giocata, e poteva fare anche un po’ meglio. Partite come queste devono essere da stimolo per crescere e migliorare.

- Cosa ha pensato quando si è trovato di fronte Djokovic?

Eravamo in un palcoscenico stupendo, l’emozione era grande. Poi eravamo lì per un impegno importante, le partite vanno preparate e giocate e quindi eravamo concentrati su quello.

- Com’è lavorare con un tennista come Maestrelli?

E’ una bella sfida. Devo dire che è un grande lavoratore, si mette a completa disposizione.

- Com’è iniziata la vostra collaborazione?

Io stavo allenando un altro giocatore e mi è arrivata questa proposta da parte della Federazione. Avevo visto giocare Francesco, mi piaceva ed è iniziata questa collaborazione che adesso va avanti ormai da due anni.

- In Australia ha raggiunto dei grandi risultati.

E’ vero, è stata una grande soddisfazione. Ma già lo scorso anno Francesco aveva vinto tre tornei Challenger, e in altri due aveva raggiunto la finale. Ha chiuso il 2025 vincendo il Challenger di Bergamo.

- Quali sono le caratteristiche di questo tennista?

E’ un grande battitore, sa muoversi bene in campo ed è un lottatore. E’ forte tanto nel cemento quanto sulla terra battuta.

- La sua crescita si sta realizzando a Sinalunga, dove Maestrelli si allena: qual è la realtà del club in Valdichiana?

C’è un bello staff, con diversi maestri. La struttura di lavoro è buona, quella degli impianti potrebbe anche migliorare. Abbiamo tre campi in terra rossa e uno in cemento. Ci sono 150 ragazzi, abbiamo una squadra maschile in serie A e una in serie B, e un’altra squadra in serie B femminile.

- Ormai quella sinalunghese è un’importante realtà nel panorama tennistico.

Sì, siamo al top in Toscana, da molti anni siamo nella serie A maschile e abbiamo anche vinto uno scudetto (nel 2022, ndr). Non ci sono segreti dietro a questi risultati, che sono il frutto di anni di lavoro effettuato da persone qualificate che si sono impegnate tanto.

- E invece a suo avviso qual è il segreto dei tanti successi del tennis italiano negli ultimi anni?

La Federazione ha fatto un grande lavoro nella formazione di maestri e tecnici. Puoi avere la fortuna di trovare un campione come Sinner, ma ormai noi abbiamo un intero movimento fatto di tanti ottimi tennisti.

- A suo avviso a Siena sono abbastanza noti i risultati raggiunti dal Tc Sinalunga?

No, in effetti forse non ci si rende abbastanza conto del lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni.

- La presenza di Maestrelli può contribuire a far conoscere un po’ di più la vostra realtà?

Sì, sicuramente. Potrà aiutarci a farci conoscere maggiormente.

- Quali saranno i prossimi impegni di Maestrelli?

Sarà impegnato in due Challenger a Tenerife, poi avrà gli impegni dei Master Mille sul cemento negli Stati Uniti d’America.

- L’obiettivo è entrare tra i primi cento tennisti del mondo?

Un primo obiettivo è sicuramente quello. Francesco ora è in forma e può raggiungere buoni risultati, si trova comunque sempre di fronte degli ottimi avversari che hanno i suoi stessi obiettivi.

Giovanni Galuppo

- Un sogno potrebbe essere quello di indossare la maglia della Nazionale italiana, che sta scrivendo fantastiche pagine di storia con due Coppe Davis vinte in due anni...

Magari. Sarebbe fantastico, sono certo che lui ne sarebbe orgoglioso. Non sarà facile, perché in questo momento in Italia ci sono tanti ottimi tennisti.

- In finale all’Australian Open ci sono Alcaraz e Djokovic: chi vincerà, secondo lei?

E’ difficile dirlo e fare delle previsioni. Va anche visto come recupererà Djokovic, che ha 38 anni, dopo una sfida dura e lunghissima come quella della semifinale contro Sinner. Vanno a sfidarsi due grandi campioni, credo che Alcaraz possa avere qualche vantaggio. Il mio auspicio è che sia una partita bella e divertente.

- Da italiano lei è solito fare il tifo per Jannik Sinner nei tornei dello Slam?

Beh, sono italiano, quindi faccio sempre il tifo per i nostri connazionali. Jannik è un’ispirazione per tutti, è un ragazzo semplice e fa da traino a tutto il movimento.

- Anche i campioni ogni tanto perdono.

Io non ho mai conosciuto uno sportivo che non abbia perso anche gare importanti. Djokovic è a mio avviso il più grande tennista di tutti i tempi, ma nella sua carriera ha perso tredici finali Slam. I grandi campioni riescono a imparare molte cose anche nelle sconfitte.

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