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La storia

Olimpiadi invernali, il casco della memoria di Vladyslav Heraskevych trae ispirazione dal Senese: il retroscena

Iryna Prots ha dipinto la discussa opera che è valsa la squalifica del campione ucraino

Gennaro Groppa

14 Febbraio 2026, 05:26

casco della memoria

ll controverso casco della memoria di Vladyslav Heraskevych

L'artista che ha realizzato il casco che ha creato un caso internazionale alle Olimpiadi di Milano Cortina espone le sue opere in una piccola galleria di Montepulciano. Si chiama Iryna Prots, è una 52enne ucraina ed è specializzata in dipinti a olio. Ha dipinto quello che è stato ribattezzato il “casco della memoria”, raffigurante gli atleti ucraini morti nella guerra con la Russia: un casco che è stato utilizzato dall'atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera dell'Ucraina.

Il regolamento del Cio prevede che gli atleti non possano fare propaganda politica nel corso delle Olimpiadi. Heraskevych ha tirato dritto, volendo indossare per la sua gara questo casco che ricordasse gli atleti ucraini morti nell'attuale conflitto in Russia. E per questo motivo il Cio lo ha squalificato.

La vicenda sta facendo discutere, con l'atleta che non ha nascosto la propria amarezza: "Sono stato squalificato e non riesco nemmeno a capirne il motivo. È terribile. Potete immaginare, sono un atleta professionista e ho trascorso ore di allenamento ogni giorno per quattro anni".

L'artista ama il territorio senese

Iryna Prots è l'artista, ucraina, che ha realizzato il casco. Ha un rapporto speciale con le terre di Siena, che spesso visita, dove espone e dove trova ispirazione, dipingendo paesaggi e temi della natura. Alcune settimane fa ha accettato la richiesta fatta dall'atleta e da suo padre, un amico di famiglia, e si è messa al lavoro pensando a come far affiorare con le immagini una storia di dolore che dura da quattro anni. Racconta Iryna Prots: "Quando Vladyslav mi ha detto cosa voleva fare il peso emotivo del compito è stato immediato. Il casco doveva essere fatto e finito in tempo. Questi atleti avrebbero potuto essere lì alle Olimpiadi, ma non ci sono più".

Prots definisce questa parte della sua arte "una forma di resistenza dell'anima: credere che la pace tornerà e che gli uccelli canteranno di nuovo nei campi, non le sirene è la mia speranza". Ha aggiunto: "Capisco che quando una guerra è lontana la gente si abitui. Ma noi combattiamo ogni giorno. Combattiamo per sopravvivere. E quello che volevo far emergere era il dolore. Vladislav avrebbe potuto rifiutare, avrebbe potuto dire: Va bene, indosserò un altro casco e così lotterò per una medaglia. Non l'ha fatto. Ha scelto di difendere la sua verità: questo è un grande atto di eroismo".

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