Basket
Mens Sana - GranTorino
L’ambiente Mens Sana si gode il primato solitario in classifica, ma la strigliata di Federico Vecchi nell’immediato post-Grantorino la dice lunga su quanto il sabato di San Valentino abbia lasciato strascichi, anziché cuoricini. “Non posso accettare l’atteggiamento non agonistico con il quale la squadra ha affrontato la partita – dice chiaro e tondo il coach della Note di Siena -, la nostra è stata una prestazione altamente insufficiente sotto molteplici aspetti e le basse percentuali di realizzazione (38% dal campo, ndr) sono figlie di quell’atteggiamento. Non possiamo permettercelo, non esiste accendersi e spegnersi più volte nel corso della partita”.
Nel 76-64 finale, spiccano i 15 punti, più 4 assist e 5 rimbalzi, di Edoardo Pannini (“che ci ha dato una grande spinta, ma che avrei preferito risparmiare perché aveva problemi alla schiena”, mastica amaro Vecchi), ma le 14 palle perse di squadra inducono l’allenatore a parlare senza mezzi termini di “azioni incommentabili” e a puntare ancora l’indice sulla mollezza dei suoi: “Tutto ciò che abbiamo costruito fino a questo momento – spiega - è figlio di un atteggiamento che porta a condividerci il pallone, a giocare con grande concentrazione, ad avere grande rispetto degli avversari. Quando tutto questo non è chiaro, quando manca la concentrazione, il risultato sono prestazioni del genere, senza nulla togliere a Torino che ha disputato una bella gara ed è rimasta in partita nonostante percentuali non premianti. Ci è andata bene, in circostanze diverse parleremmo di un altro risultato”.

Testa alla prossima, sperando che proprio la testa torni a fare la differenza. Anche perché la “trasferta” al palasport contro la Virtus (alle 18 scatta in società la vendita dei biglietti anche per i non abbonati: circa 700 quelli già staccati durante la scorsa settimana) proporrà ben altro grado di criticità, agonistiche e cestistiche: “Dipende da noi, rispondiamo a un pubblico che è eccezionale e ci viene sempre a vedere – chiosa il coach di viale Sclavo -, dobbiamo produrre prestazioni all’altezza del contesto in cui siamo”.
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