Basket
NOTE DI SIENA- VERODOL CECINA 73-66
Note di Siena: Belli 11, Pannini 5, Perin 17, Calviani, Bucalossi ne, Cerchiaro ne, Yarbanga 12, Pucci 5, Bartolozzi 8, Cesaretti ne, Nepi 7, Jokic 8. Allenatore: Vecchi.
Cecina: Parietti, Sobotig 20, Pistolesi T. 2, Barbotti 12, Bruci 3, Saccaggi 9, Bruni 3, Turini 8, Pistolesi N. 9, Lancioni ne. Allenatore: Da Prato.
ARBITRI: Deliallisi (Li), Pampaloni (Ar).
La Mens Sana torna a vincere e si riprende il secondo posto in classifica. Partita in tutto e per tutto da playoff, quella contro Cecina, sconfitta 73 a 66 e adesso staccata di sei punti in graduatoria: la riaccende Belli dopo un inizio assai complesso, la indirizza il furore (non solo offensivo) di Perin (17 per il play), la consolida il dominio a rimbalzo del duo Jokic-Yarbanga (29 palloni arpionati), che assieme a un buon Bartolozzi scrivono 52 a 34 nella statistica delle contese sotto canestro.
Partenza slow motion per la squadra di casa, che produce un solo ciuff nei primi 5’ e vede Cecina scappare a +8: Vecchi prova lo scossone cambiando quattro quinti dello starting five (rimane dentro solo Yarbanga, autore di sei preziosi punti nel momento in cui nessuno dei suoi compagni vede il canestro) e soprattutto chiedendo a Perin di alzare i toni agonistici della serata. Lo fa con due missili terra aria che fanno esplodere i 1.200 del PalaSclavo.
Ospiti battuti a più riprese sul loro terreno preferito, quello dell’intensità e dei contatti, e spinti sotto di diciotto lunghezze (54-36) in apertura di ripresa, con Jokic e Yarbanga a mettere ciliegine sul lavoro sontuoso di Perin. È un terzo periodo nel quale il nervosismo supera i livelli di guardia (tecnici a Saccaggi e Sabotig, in mezzo l’antisportivo a Perin), ma Nepi è freddo e aggiusta la mira dai 6,75, consolidando poi il vantaggio biancoverde (66-51) dalla lunetta. Sembra finita, non lo è: Verodol che serra le fila in difesa e torna di nuovo in scia (69-62) a 5’ dalla sirena, mancando però in almeno tre occasioni l’opportunità di riaprirla del tutto e consegnandosi al lay-up di Pannini che la chiude, in maniera definitiva.
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