Cultura
Torna fruibile il museo Ranuccio Bianchi Bandinelli
A quasi dieci anni dalla chiusura nel gennaio del 2016, il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” di Colle di Val d’Elsa riapre al pubblico nello storico Palazzo Pretorio (Piazza Duomo 42) completamente rinnovato nel concept e negli allestimenti.
Torna fruibile uno spazio identitario e simbolico, dedicato alla storia e al patrimonio archeologico di Colle. Il progetto, realizzato da Gabriele Maria Pulselli su progetto scientifico e museografico del direttore Giacomo Baldini, ha trasformato il Palazzo Pretorio – cardine urbano tra Via del Castello e Piazza del Duomo – in un polo culturale che, insieme al Giardino delle Arti e alle Stanze della Memoria, intreccia archeologia, trasformazioni urbane, memoria e arte contemporanea: da qui il concetto, di crossover, ovvero incroci, ma soprattutto contaminazioni.
“Un museo archeologico della città, non solo etrusco: reperti, paesaggio e trasformazioni urbane dialogano per restituire a Colle la sua narrazione completa”, spiega Giacomo Baldini, Direttore dei Musei Civici di Colle e curatore dell’allestimento. “Con questo spazio – che si aggiunge al Museo di San Pietro e al Museo del Cristallo – si completa e si qualifica ulteriormente l’offerta culturale della città, dedicata agli abitanti e ai visitatori”, aggiunge Alessandro Ricceri, presidente Fondazione Musei Senesi. Sorto nel XIV secolo su torri gentilizie (tra cui quella dei Ghidotti che ospitò il podestà), l’edificio fu sede del Comune, dimora del Podestà e carcere mandamentale fino al 1924. La torre civica annessa crollò nel 1636 e al suo posto venne costruito l’attuale campanile. Il museo nacque nel 1976 grazie all’acquisto della Collezione Terrosi (tre sale al secondo piano), e venne ampliato fino a quindici sale nel 1990, divenendo Museo Territoriale; nel 2012 è stato riconosciuto museo di rilevanza regionale.
La chiusura del 2016 per manutenzione straordinaria e adeguamento normativo, a cui è seguito un nuovo investimento di 150.000 euro di lavori nel 2023, ha consentito oggi una rilettura profonda: da contenitore di reperti etruschi a narratore della storia di Colle, dal paesaggio geologico alle vicende medievali meno note e più curiose, in un percorso che valorizza affreschi, viste panoramiche e spazi pubblici.
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