La sfida
Capitale italiana cultura 2028, Colle di Val d'Elsa tra le dieci finaliste
Colle di Val d'Elsa è tra le dieci cittá finaliste per il titolo di capitale italiana della cultura 2028. Un risultato che rappresenta un passaggio storico per la città e che premia un percorso costruito con serietà, visione e una forte partecipazione della comunità. Con Colle Val d'Elsa sono nella short list delle finaliste anche Ancona, Anagni (in provincia di Frosinone), Catania, Forlì, Gravina in Puglia (in provincia di Bari), Massa, Mirabella Eclano (in provincia di Avellino), Sarzana (in provincia di La Spezia) e Tarquinia (in provincia di Viterbo).
“Essere nella short list – commenta con entusiasmo il sindaco di Colle Val d'Elsa, Piero Pii – è una notizia che ci rende profondamente orgogliosi. È un riconoscimento importante per una città come Colle di Val d'Elsa, che pur nelle sue dimensioni ha dimostrato di saper esprimere idee, progettualità e una visione capace di parlare a livello nazionale. Questo risultato appartiene a tutta la comunità colligiana. “Colle2028 - prosegue il sindaco - è stato fin dall'inizio un progetto corale. L'amministrazione, le associazioni, il mondo della scuola, il terzo settore, le imprese e tanti cittadini hanno risposto con entusiasmo e partecipazione. A tutti loro va un ringraziamento sincero, perché senza questa risposta collettiva non saremmo arrivati fin qui. Questo risultato ci dà ancora più energia e responsabilità. Continueremo a lavorare con determinazione sui temi avviati con Colle2028, consapevoli che questo percorso ha già cambiato la città e continuerà a farlo”.
“La presenza di Colle di Val d'Elsa e Massa tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della cultura 2028 è una straordinaria conferma della vitalità culturale della Toscana e della qualità dei progetti presentati”, commenta l'assessora regionale alla cultura Cristina Manetti. “I due progetti raccontano territori capaci di innovare, includere e valorizzare identità e paesaggio. I miei complimenti vanno a tutte le persone che hanno lavorato alla scrittura di questi due programmi, frutto di visione, competenza e profondo legame con le comunità locali. È motivo di orgoglio vedere ancora una volta la Toscana protagonista a livello nazionale. Non posso però nascondere il forte rammarico per l'esclusione di Fiesole”.
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