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Il caso

Omicidio Franca Genovini, prosegue la battaglia medico-legale. Castellina in Chianti la piange: "Donna energica, sempre tra noi"

In tarda primavere prosegue l'incidente probatorio sulle cause della morte, dibattute davanti al gip. Il sindaco: "Passo deciso verso la verità"

Claudio Coli

14 Febbraio 2026, 05:45

carabinieri siena genovini

Omicidio Genovini, proseguono le indagini sul caso

Non è ancora chiuso il caso della morte di Franca Genovini, l’85enne di Castellina in Chianti trovata morta il 7 agosto 2024 nella sua casa di Malafrasca. Nonostante la svolta impressa all’inchiesta con l’arresto e la traduzione in carcere delle due donne tradite dalle ricerche su internet, Denise Duranti (37 anni) e Erica Cuscela (25), indagate con l’ipotesi di omicidio premeditato, rapina, uso abusivo di carta di credito, autoriciclaggio e per una anche simulazione di reato e calunnia, gli accertamenti vanno avanti. A fine primavera infatti è previsto un nuovo appuntamento dal gip Andrea Grandinetti per l’incidente probatorio, dove si approfondirà ulteriormente la causa della morte dell’anziana, finora a lungo dibattuta in aula.

Secondo i consulenti del giudice, sarebbe da escludere la morte naturale, la quale “deve essere calata – sono le risultanze dei tecnici – nel contesto di un'azione delittuosa, nel corso della quale risulta che l'anziana donna abbia assunto, o che le siano state somministrate, benzodiazepine per via orale” e sarebbe dunque “lecito ipotizzare che la donna sia stata soffocata”. Determinazioni che hanno fatto scattare le richieste di misure cautelari (per rischio reiterazione del reato e di inquinamento probatorio) contestate però in modo vibrante dalle difese delle indagate, una delle quali è la nipote acquisita della vittima: la battaglia fra medici legali – in campo, per la difesa di Duranti, anche il luminare Vittorio Fineschi – è destinata a proseguire.

Nel frattempo a Castellina in Chianti serpeggia tristezza e dolore per quanto accaduto. La signora Franca era molto conosciuta in paese: lavorava ancora nonostante l’età ed era impegnata con la parrocchia. “Una donna energica, volitiva, molto presente, sempre tra noi” – la ricorda così il sindaco del paese chiantigiano, Giuseppe Stiaccini – “quel che è accaduto ci ha colpito molto, c’è grande dispiacere nella comunità”. Malgrado il lavoro degli investigatori abbia preso la drammatica direzione, il sindaco plaude agli inquirenti: “Un passo deciso verso la verità – aggiunge il primo cittadino – le indagini sono state lunghe ma condotte con delicatezza e discrezione”. Infine il sindaco ringrazia i carabinieri del borgo, i primi a capire che dietro la morte della donna, trovata senza vita su una sedia, ci potesse essere un fatto di sangue: “Sono stati i primi ad intuire la gravità del fatto”.

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