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Montepulciano

Andrea Rossi: "Così Montepulciano si fa bella per l'Anteprima del Vino Nobile"

Il presidente del Consorzio: "L’obiettivo è mantenere i livelli di commercializzazione. Continueremo a puntare sulla qualità e cercheremo anche nuovi mercati"

Gennaro Groppa

15 Febbraio 2026, 08:30

Angiolini Giani e Rossi

Sono giornate importanti per il Vino Nobile di Montepulciano, che sta vivendo i momenti della propria Anteprima dedicati alla stampa di settore. Questa, tra l’altro, è un’edizione da record in quanto ad aziende partecipanti all’evento, ben 57.

Montepulciano si è preparata al meglio e si è vestita a festa per questo appuntamento. Il prossimo fine settimana, poi, sarà invece dedicato agli operatori e agli appassionati di vino, i cosiddetti wine lovers, che potranno bere e degustare le nuove produzioni poliziane.

Il Vino Nobile ha un peso sempre maggiore e crescente nell’economia del territorio di Montepulciano: gli addetti totali dell’indotto sono oltre 8 mila, 85 sono le aziende che fanno tutta la filiera. Su 16.500 ettari comunali, 2 mila sono vitati: 1.400 iscritti a Nobile docg e 600 a Rosso doc.

La crescita del Nobile è stata costante, la qualità è riconosciuta a livello internazionale e il vino è ormai noto e presente ai vari angoli del pianeta.

“Il Vino Nobile - è il commento del sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini - non è solo uno dei grandi rossi italiani: è la nostra storia, il nostro paesaggio, la nostra cultura della convivialità. È uno dei tanti motivi per cui Montepulciano è diventata, nel tempo, un luogo riconosciuto e apprezzato nel mondo. Per noi il Vino Nobile non è solo economia. È accoglienza. È relazione. È quell’idea di ospitalità che ha contribuito a far riconoscere Montepulciano tra le dieci destinazioni più accoglienti al mondo secondo Booking”. Ha preso parte alla giornata di ieri anche il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a cui è stato assegnato il Grifo Nobile. La mattinata di ieri si è conclusa con la valutazione di 4,5 stelle per l’annata 2023.

Il presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Rossi, delinea obiettivi e scenari futuri per la produzione poliziana.

- Presidente Rossi, quali sono le aspettative per questa edizione dell’Anteprima?

Direi che sono molto buone. E’ la trentaduesima edizione dell’Anteprima, sappiamo bene che per il mondo del vino questo è un momento certamente particolare. Tuttavia stiamo registrando una eccezionale partecipazione all’evento, intanto da parte della stampa specializzata che è protagonista in questo fine settimana. L’obiettivo è che tutti i giornalisti presenti possano complessivamente vivere un’esperienza di tre giorni unica nella nostra città.

- Questo rappresenta un momento importante per Montepulciano anche da un punto di vista turistico...

Sicuramente. Questo fine settimana è dedicato alla stampa di settore mentre il prossimo sarà per gli operatori e i wine lovers, entrambi i week end sono decisamente importanti per la città. Montepulciano si veste al meglio, i ristoranti sono tutti aperti, l’accoglienza si prepara appositamente per questa occasione. Le aspettative sono molto buone.

- Si parla di vino e si pensa ai dazi statunitensi imposti dall’amministrazione Trump: com’è la situazione?

Al 31 dicembre 2025 il vino toscano ha pareggiato i numeri di vendite registrati nell’anno precedente, pari a un milione e 800 mila ettolitri. Noi attendiamo altri dati per esprimere dei giudizi sull’andamento attuale e comunque ritengo che il test vero sarà rappresentato da quel che avverrà nel 2026: credo che sarà un anno impegnativo, ma ho fiducia. L’obiettivo deve essere quello di mantenere i livelli di commercializzazione del passato. Conosciamo tutti la situazione attuale: c’è in corso un cambiamento di abitudini e di consumi, e ovviamente ci sono variabili geopolitiche. Ci sono al contempo nuove opportunità: penso al Mercosur, un mercato che può essere ricettivo, all’India, al mercato africano.

- Si guarda, insomma, anche ad altre zone del mondo per andare a vendere il vino toscano: il Chianti ha da poco effettuato una prima missione in Nigeria...

Quello è un mercato al momento piccolo, ma con potenzialità. E’ ovvio che si devono compensare le perdite dei mercati più maturi con ingressi o vendite maggiori in altri mercati: penso anche al mercato vietnamita e del sud est asiatico, o a quello sudcoreano.

- Quale sarà il futuro del Vino Nobile?

Credo che in futuro si continuerà a puntare sulla qualità, d’altronde ci siamo sempre difesi in questo modo, basandoci proprio sulla qualità. Gli scenari cambiano in maniera rapida, e d’altronde da cinquanta anni ormai il trend del consumo di vino è costantemente in diminuzione. Si devono pensare e si devono fare cose nuove. Penso allora al progetto delle Pievi, che è assolutamente innovativo e che rappresenta un upgrade, e porta un ulteriore livello qualitativo.

- Quando parla di calo dei consumi si riferisce anche ai giovani, che oggi forse sono meno attratti dal vino rispetto a un tempo?

Guardi, in generale io credo che forse si dovrebbe avviare un percorso di comunicazione diverso, probabilmente ci sono nuovi consumatori che cercano anche un approccio al vino più semplice e legato al gusto personale.

- Il Vino Nobile, comunque, continua a crescere come apprezzamento generale.

Pian piano, negli anni, c’è stata una sempre maggiore affermazione, in linea con la crescita dei vini toscani. Credo però che si possa fare sempre meglio, con ancora maggiore promozione all’estero e con una maggiore presenza nelle carte vino dei ristoranti in giro per il mondo.

- Da presidente del Consorzio del Vino Nobile quali sono i suoi obiettivi?

Essere utile alla denominazione e tradurre in atti pratici gli indirizzi della base sociale. E consolidare il nuovo progetto delle Pievi, stiamo parlando di una sorta di “neonato” nel mondo del vino. L’obiettivo che tutti ci poniamo è quello di farlo crescere al meglio.

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