Lavoro
Il salumificio chiuderà a fine giugno
La decisione del Gruppo Beretta non cambia: il salumificio “Frutti dei Sogni” di Rigomagno chiuderà i battenti il 30 giugno. Nessun passo indietro da parte dell’azienda dopo la presa di posizione dei sindacati, che hanno segnalato la notizia della perdita di 28 posti di lavoro, giunta come un autentico fulmine a ciel sereno. L'ennesima crisi occupazionale per il territorio, un duro colpo per tutta la Valdichiana, vista l’importanza strategica dell’attività.
“Frutti Dei Sogni – ribadisce il Gruppo Beretta - conferma l'intenzione di chiudere lo stabilimento di Sinalunga”. Il sito non sarà dismesso per una crisi produttiva o un calo degli ordini ma per la necessità di traslocare a Pistoia, dove si trova l’altro sito toscano dell’azienda. Il 24 marzo è convocato il tavolo dell'unità di crisi in Regione Toscana, alla presenza dei sindacati e delle istituzioni, appuntamento che si terrà prima di un secondo confronto che sarà fatto con l’azienda, nel tentativo di trovare una soluzione a salvaguardia dei dipendenti.
Su questo il Gruppo Beretta mostra apertura: “Si ribadisce – sottolinea ancora l’azienda - la propria piena disponibilità al confronto sindacale già avviato”. Nello specifico, per chi è in uscita dal salumificio si valutano le uscite incentivate o possibili trasferimenti di sede, pista più difficile da praticare in quanto difficilmente verranno accettate destinazioni troppo lontane. Il piano C è il passaggio ad altre realtà lavorative nel settore.
Mercato degli insaccati: la situazione
I segnali sono diversificati: c'è una domanda selettiva verso prodotti premium e una lieve pressione sui prezzi delle materie prime. I consumatori premiano qualità e origine, mentre i prezzi delle cosce suine calano leggermente. A gennaio 2026, i consumi domestici di salumi evidenziano una marcata selettività: il prosciutto crudo cresce del +5% nei volumi, trainato dal segmento DOP (+10,2%), mentre la mortadella cala del -4,5%. Il prosciutto cotto registra una lieve flessione (-0,7%), con prezzi stabili, e il salame resta invariato (+0,1%). Questo trend riflette un consumatore attento alla spesa ma orientato verso referenze certificate e di valore aggiunto.
Alla CUN del 5 marzo 2026, i prezzi delle cosce fresche per produzioni DOP scendono a 5,450 euro/kg (11,8-13,5 kg) e 5,410 euro/kg (13,5-18 kg), con un -0,9% rispetto alla settimana precedente. Le cosce non tipiche calano a 4,740-4,770 euro/kg (-1,0%), mentre il lombo Padova resta stabile a 3,300 euro/kg. A inizio anno, la carne suina fresca vede volumi +8,1% con prezzi invariati (+0,5%). Il settore punta su innovazione: crescita di salumi biologici, a basso sale e filiera corta, con margini superiori del 15-20% per prodotti artigianali. L'export italiano agroalimentare mira a superare i 650 miliardi nel 2026, con mercati come India e Brasile strategici. Nonostante pressioni passate da peste suina e inflazione, la domanda premium sostiene il comparto.
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