L'intervista
Le Vibrazioni
Parte da Chianciano Terme il nuovo tour de Le Vibrazioni, storica rock band italiana attiva ormai da oltre 25 anni. Questa sera il gruppo salirà sul palco del PalaMontepaschi per dare il via alla serie di concerti in giro per l’Italia. Le Vibrazioni hanno da poco fatto uscire un nuovo singolo, andando a riprendere uno dei capolavori dei Pooh: Noi due nel mondo e nell’anima, brano del 1972 che Francesco Sarcina, leader della band milanese, reinterpreta mantenendo fede all’originale ma mettendoci anche del suo, con un sound che richiama l’universo delle Vibrazioni. Lo stesso Sarcina è stato recentemente al centro delle cronache musicali per il musical rock Immensamente Giulia, scritto e dedicato alla ragazza che ispirò la canzone Dedicato a te, che lanciò la band nel 2003. “Un anno di lavoro”, come ha detto Sarcina, che è stato adesso messo in stand by: lo spettacolo, che avrebbe dovuto tenersi a marzo al Teatro Nazionale di Milano, al momento non è stato realizzato.
Francesco Sarcina, com’è nata l’idea di realizzare questo omaggio ai Pooh?
"È l’omaggio a una band che quest’anno compie 60 anni di carriera. Siamo amici con loro e con i loro figli, ovviamente ci lega il concetto di band e ci piacerebbe avere una carriera lunga e piena di successi come la loro. I loro figli ci hanno chiesto se avevamo voglia di fare questo regalo e noi abbiamo accettato volentieri. Tra i tanti loro successi abbiamo scelto Noi due nel mondo e nell’anima, una canzone bellissima alla quale sono anche legato personalmente perché la ascoltava spesso mio padre, che era un musicista. Ho fatto l’arrangiamento al pianoforte e ho curato la produzione, ho cercato di cantarla facendola mia. Credo che suoni molto bene, vintage ma con un sound proprio".

La carriera dei Pooh è straordinaria: molte volte hanno dichiarato di voler fare l’ultimo tour e invece tornano ancora...
"Quella dei musicisti è una vita non semplice, e stancante. Quindi è normale pensare: “Questo sarà l’ultimo tour”. Poi però un musicista non riesce a fare a meno del live e delle emozioni che questo genera. Succede anche a me: quando non sei in tour quella esperienza ti manca".
Quali feedback avete ricevuto dai Pooh?
"Sono stati molto contenti, ma parliamo di persone che sono sempre molto carine e disponibili. Sia noi che loro siamo due band in purezza, salire sul palco e suonare è la nostra cifra".
Negli ultimi mesi si è molto parlato del musical rock Immensamente Giulia, da lei scritto e realizzato, ma che al momento non si farà.
"È stato un duro lavoro, di un anno e mezzo. È un racconto che parla di una generazione giovanile che non è quella di oggi ma che con l’attuale ha molte similitudini, le domande e le insicurezze sono le stesse. Si parla di lotta contro il pregiudizio e di diritti, questioni che ora sembrano trovare meno spazio e avere minore attenzione. C’è stato un problema con il teatro che mi ha fatto piuttosto arrabbiare, dopo un grande lavoro fatto da me e da tanti ragazzi giovani che hanno creduto in questo progetto".
Il progetto, che è un omaggio a Giulia Tagliapietra, si chiude qui?
"No, continuerò a lavorarci. Ho la testa dura. Ci sono dei costi da sostenere in questo progetto, e c’è una band vera sul palco a suonare. Cercherò altre soluzioni. Nello spettacolo non si parla mai del gruppo Le Vibrazioni. La protagonista è una ragazza di nome Giulia, poi c’è un co-protagonista che si chiama Francesco. C’è rock and roll, si ride anche e poi c’è il momento del dolore. Dal punto di vista emotivo ci sono diversi colori e ambienti. Questa estate, comunque, uscirà un nostro singolo che è una canzone che fa parte dello spettacolo".

Chiudiamo con i giovani che adesso riscuotono successo nel mondo della musica: cosa ne pensa?
"Mi pare che oggi spesso si cerchi di raggiungere il successo con dei calcoli, con meno spazio a quella che è l’emotività nella scrittura e la funzionalità di una canzone. Il suono spesso è come plastificato. Io dico sempre che si deve leggere il testo di una canzone: Dedicato a te, che ci lanciò, era un racconto che arrivava da una storia vera, parole istintive e se vogliamo ben condite. Oggi diminuiscono i locali dove si suona, nei quali un giovane musicista fa incontri, cresce e si forma, e spesso vengono utilizzati upgrade tecnologici che non mi piacciono. I talent, infine, sono dei tritacarne: io ci ho lavorato, ed è stata una bella esperienza. Però a volte nei giovani artisti si cercano delle caratteristiche che non hanno niente a che vedere con la musica. Se sui social posto la musica interessa il giusto, se posto un dito medio l’interesse schizza alle stelle. A volte i giovani oggi vengono lanciati subito al massimo, ma vengono massacrati psicologicamente".
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